Gli abitanti della provincia di Lleida, in Catalogna, sono di nuovo soggetti a misure di contenimento a partire da questa domenica, a seguito di alcuni tamponi fatti nella zona che hanno fatto registrare un nuovo aumento delle persone risultate positive al Coronavirus. Da mezzanotte, più di 200mila persone sono rimaste bloccate all'interno della zona, senza alcuna possibilità di potersi recare verso le aree limitrofe o di incontrare più di dieci persone.

Lleida, i commercianti possono continuare a lavorare

A distanza di due settimane dalla revoca del confinamento imposto al paese, la Catalogna si ritrova a dover invertire il senso di marcia, mettendo in quarantena ben 38 comuni della regione.

Tuttavia, nonostante siano stati limitati i contatti sociali e l'obbligo della mascherina, le autorità della zona hanno ritenuto fondamentale mantenere aperte le attività commerciali, così come è consentito lo spostamento fino alle 16 verso altre zone. Permesso, quest'ultimo, che si estende a tutta la giornata per i lavoratori pendolari. Il presidente catalano Quim Torra ha, inoltre, stabilito la chiusura delle residenze sanitarie per gli anziani. Al contrario, verrà data possibilità ai genitori di potersi spostare per far giocare i propri figli. Ulteriori misure restrittive potrebbero essere comunicate laddove i casi continuassero ad aumentare.

Le attività agroalimentari all'origine dei nuovi casi

A differenza però dei mesi scorsi, la situazione sembrerebbe essere sotto controllo. Sarebbe stata trovata anche l'origine del focolaio di Lleida. A spiegare i dettagli è stata la ministra della sanità catalana, Alba Vergés, che ha attribuito i nuovi casi agli ambienti di lavoro agroalimentari.

Queste attività rappresentano uno dei vertici dell'economia locale. Tuttavia, sono molti i casi in cui i lavoratori stagionali dei campi si trovano a lavorare a stretto contatto ed in pessime condizioni igieniche, una situazione non differente da quella denunciata anche in Italia nelle settimane scorse.

Spagna, Lleida non è l'unico focolaio

Se Lleida è l'area maggiormente colpita della penisola iberica, non è però l'unica che ha dovuto rivedere le proprie misure di contenimento. Anche 70.000 abitanti di la Marina, una cittadina della Galizia, sono stati sottoposti a nuove restrizioni assieme ad altri 14 comuni della stessa regione. "Attualmente, abbiamo 106 casi positivi, che rappresentano un aumento di 21 casi rispetto a ieri", ha spiegato il responsabile sanitario regionale, Jesus Vazquez, durante una conferenza stampa presso l'ospedale di Lugo, la capitale della provincia.