La sede romana del Mise (ministero dello Sviluppo Economico) è stata evacuata dopo un caso accertato di coronavirus tra i dipendenti. Una decisione resasi necessaria per permettere la sanificazione di tutti gli ambienti dello stabile. A commentare la notizia è anche Matteo Bassetti, ospite di Myrta Merlino in collegamento video con il talk show di La7, L’aria che tira. L’infettivologo, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, non usa mezzi termini per definire la decisione presa dal ministero come parte di “certi estremismi”.
“Esagerazioni” che contribuirebbero, aggiunge Bassetti, ad alimentare il terrore tra la popolazione italiana. Ma il coronavirus “non è ebola”, conclude.
Evacuazione Mise per permettere sanificazione
L’inviata de L’aria che tira di fronte alla sede del Mise a Roma informa che l’evacuazione dell’edificio è stata resa necessaria allo scopo di sanificare tutti gli ambienti. Il dipendente risultato positivo al coronavirus lavora infatti al settimo piano. Comunque sia, risulta che l’uomo si trovasse già a casa in attesa dell’esito del tampone. Tamponi che verranno effettuati anche su tutti i suoi colleghi che hanno avuto rapporti con lui per più di 15 minuti negli ultimi giorni. Numero di persone definito “sostanzioso” dalla collaboratrice di Myrta Merlino.
Matteo Bassetti ospite di Myrta Merlino: ‘Estremismi al Mise’
La conduttrice si mostra perplessa e, rivolgendosi a Bassetti, gli domanda se non fosse stato più semplice tracciare tutti i contatti e fare quindi i tamponi, senza però evacuare un intero ministero. La replica dell’infettivologo è immediata. Le misure prese al Mise a suo modo di vedere farebbero parte di “certi estremismi”. Se lo stesso modo di operare fosse seguito anche nel suo ospedale di Genova, ironizza, praticamente l’edificio dovrebbe essere evacuato “tutte le mattine”. E la stessa cosa accadrebbe negli studi di molti suoi colleghi medici. Bassetti si dice convinto che quanto sta accadendo al Mise “rappresenti esattamente la stessa faccia” di quanto sta succedendo in Gran Bretagna.
Si passa infatti “da un estremo all’altro”, quando invece ci sarebbe bisogno di “tenere la barra un pochino più in mezzo”, utilizzando più “pacatezza”.
‘Esagerazioni portano popolazione ad avere terrore’
Quelle che Bassetti bolla come “esagerazioni” finiscono per portare la “popolazione ad avere terrore” nei confronti del coronavirus. Atteggiamento “sbagliatissimo”, precisa l’infettivologo. Vero che bisogna rispettare tutte le misure di distanziamento sociale previste dal governo, si schermisce. Ma poi aggiunge: “Dobbiamo dire che non è l’ebola”. Poi, mette a confronto le misure adottate attualmente con il passato, quando per virus “ben più aggressivi e letali” non è stata fatta la stessa cosa.
Merlino gli domanda allora se il protocollo adottato sia sbagliato. Bassetti premette di non conoscere il protocollo del Mise, ma si dice convinto che tenere chiuso per due giorni un ministero a causa di un solo caso positivo sia “eccessivo”.
Dunque, a suo parere, se il protocollo fosse così, andrebbe “rivisto”, considerando che nel resto d’Italia “non si lavora così”. Per quanto riguarda i casi di Francia e Gran Bretagna, Bassetti fa presente che nessuno di questi Paesi sta attuando un reale lockdown, anche se i loro atteggiamenti sono “troppo lassisti”. Per concludere, l’infettivologo invita a utilizzare un “metodo di convincimento” nei confronti dei cittadini differente da quello utilizzato fino a ora. Non più “politica del terrore”, ma informando sul fatto che al giorno d’oggi i medici sono in grado di “gestire” questa epidemia dalla quale “si può guarire”.