La sera del 30 agosto, in un'abitazione di Tivoli, vicino Roma, un ragazzo di 25 anni ha picchiato la propria compagna, continuando ad inveire contro di lei anche mentre cercava di proteggere la loro figlia di tre mesi. Ad aiutarla sono stati i vicini di casa che, sentendo le urla della donna, sono intervenuti immediatamente sul posto, nel tentativo di placare la furia dell'uomo. Il triste episodio di cronaca è stato riportato ieri mattina dai quotidiani locali e nazionali.

Una prima ricostruzione dei fatti

Domenica sera la coppia stava cenando in un locale di Tivoli, quando improvvisamente tra i due sarebbe scoppiata un'accesa discussione.

Pare che il giovane, con precedenti di polizia, avesse già aggredito altre volte la propria compagna di 26 anni, ma lei non si sarebbe rivolta alle forze dell'ordine per paura delle conseguenze. Quella sera i due, tornati a casa, hanno continuato a litigare e lui avrebbe cominciato ad inveire in maniera selvaggia contro di lei. Il 25enne l'avrebbe presa per il collo e buttata sul pavimento, lanciandole contro anche un vaso in terracotta. L'aggressione non sarebbe finita lì: lui avrebbe proseguito con calci e pugni, fino a quando la donna non sarebbe riuscita a sfuggire all'aggressione scappando verso l'ingresso, con una neonata di tre mesi tra le braccia. I due, infatti, avevano avuto da poco una bambina e vivevano insieme da quando era nata la piccola.

Ma questo non avrebbe placato gli istinti violenti di lui, che pare fosse solito picchiare la 25enne.

L'intervento dei vicini di casa

I vicini di casa hanno sentito la giovane gridare e sono intervenuti in suo soccorso, cercando di fermare il ragazzo che la stava picchiando. Tuttavia il 25enne non si sarebbe intimorito ed avrebbe continuato a scagliare dei pugni sul volto della compagna, mentre lei teneva in braccio la loro bambina appena nata.

Ad allertare le forze dell'ordine sarebbe stata la donna, che stavolta ha denunciato il proprio compagno. Quando i poliziotti sono arrivati sul posto hanno trovato l'uomo fuori dalla propria abitazione che, nel vederli, si sarebbe buttato per terra, ammettendo di aver dato uno schiaffo alla donna, durante un litigio.

Nel suo zaino gli agenti hanno rinvenuto un coltello con una lama di 12 centimetri, successivamente sequestrato. Entrate in casa, le forze dell'ordine hanno trovato la 26enne visibilmente sconvolta, piena di lividi ed escoriazioni su braccia e gambe, con la neonata ancora in braccio. Adesso l'uomo si trova nella casa circondariale di Rebibbia, con l'accusa di maltrattamenti nell'ambito famigliare, mentre la sua compagna è stata trasportata in ospedale, dove le sono stati dati sette giorni di prognosi.

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