Sono emersi nuovi dettagli in merito allo studente Antonio De Marco, reo confesso del duplice omicidio di Daniele De Santis e Eleonora Manta avvenuto il 21 settembre in via Montello, a Lecce. Durante la trasmissione La vita in diretta del 15 ottobre su Rai 1 sono stati svelati i primi esiti della perizia sul computer del 21enne che verso le tre di notte, poche ore dopo l'omicidio, avrebbe scritto: "Fino a qualche tempo fa, non avrei mai pensato di essere in grado di fare una cosa del genere. Purtroppo è successo e non si può tornare indietro". E sarebbe emersa anche un'altra indiscrezione da queste analisi, cioè: "Lettere d'amore, scritte a ragazze che l'hanno rifiutato, mai spedite".

Lecce, il piano per uccidere su cinque bigliettini

I foglietti che l'assassino ha perso durante la fuga sono stati fondamentali per la risoluzione di questo mistero. Si tratta di appunti confusi, scritti con una biro nera, relativi al piano che il carnefice avrebbe messo in atto per portare a termine l'omicidio. Su uno di quei biglietti sono state riportate tre parole: "caccia al tesoro".

De Marco avrebbe dichiarato in merito: "Volevo portar via qualcosa, un oggetto da quella casa, perché volevo un trofeo, un ricordo di quella mattanza". Gli inquirenti cercano di colmare tutte le lacune all'interno della mente del ragazzo, in quanto dopo aver studiato le 846 pagine dell'inchiesta, probabilmente, la difesa dello studente chiederà un nuovo interrogatorio.

Sul movente dell'omicidio si è parlato di gelosia, ovvero come asserito dal 21enne, li avrebbe uccisi perché erano "troppo felici". Ma è davvero questo il motivo per il quale l'assassino avrebbe deciso di togliere la vita ai due fidanzatini?

Il padre di De Santis non accetta le scuse dei genitori di De Marco

"Allora, parliamoci chiaro, a mio avviso la colpa è pure dei genitori - ha dichiarato il padre dell'arbitro leccese - Se questo non aveva amici, andava al paese e la mamma lo portava in chiesa, qualcosa la mamma deve sapere di quest'elemento qui, non so come definirlo...".

L'uomo sostiene, infatti, che i genitori dello studente debbano necessariamente essersi accorti che il figlio aveva dei seri problemi comportamentali. Riguardo alla richiesta di perdono della madre del 21enne, il padre della vittima ha sottolineato: "Usare il temine perdono... Che cosa devo perdonare? Non esiste in questo contesto, è una ferita che ci porteremo nell'aldilà". Ha aggiunto di non riuscire a perdonare soprattutto la violenza con la quale l'assassino ha attuato la mattanza, aggiungendo: "Non lo so se è umano fare quello che ha fatto quest'elemento". Chiaramente c'è rabbia da parte dei famigliari di Daniele ed Eleonora, ai quali manca ancora un "perché": il ragazzo è stato poco specifico a riguardo, parlando soltanto di una rabbia che è esplosa improvvisamente.

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