Antonio De Marco, lo studente reo confesso del duplice omicidio di Daniele De Santis e Eleonora Manta avvenuto il 21 settembre a Lecce, si è confrontato con psichiatri, psicologi e un cappellano. Durante uno di questi incontri, il 21enne avrebbe confessato di aver avuto degli "istinti omicidi anche durante i turni di tirocinio in ospedale" che ha tenuto nel corso di Scienze infermieristiche. Anche se non è ancora chiaro contro chi e in che modo avesse intenzione di sfogare questo impulso di uccidere. Questo è quanto riportato dal Quotidiano di Puglia e dal Messaggero del 14 ottobre.

Le dichiarazioni del legale di Antonio De Marco

"Io mi aspetto nella prossima settimana nuovi spiragli" ha asserito l'avvocato Andrea Starace in un'intervista all'Adnkronos, aggiungendo di aver trovato lo studente più determinato e propenso a raccontare la verità sull'omicidio dei due fidanzati di Lecce. Il legale sostiene che De Marco stia cominciando a ricordare e a breve potrebbero emergere importanti rivelazioni in merito. Durante le confessioni del 28 settembre agli inquirenti e ai carabinieri e l'interrogatorio del primo ottobre in udienza, infatti, il 21enne aveva affermato di non riuscire a rammentare l'accaduto, soprattutto per quanto concerne il movente della mattanza che ha sconvolto il Salento.

In particolare, davanti al gip Michele Toriello, lo studente aveva manifestato una sorta di insofferenza anche durante il tirocinio, affermando: "Alle volte era come se lavorassi un po' a vuoto...".

Sulla base del verbale di fermo della Procura, Antonio De Marco dovrà rispondere dei reati di duplice omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione, della crudeltà con la quale avrebbe ucciso e del porto abusivo del coltello.

La misteriosa frase 'caccia al tesoro' nei suoi appunti

L'assassino ha perso dei fogli di bloc notes durante la fuga che hanno consentito agli investigatori di collegare quell'omicidio all'ex coinquilino della coppia, Antonio De Marco. In uno di questi c'erano tre parole "caccia al tesoro" che non trovano ancora un riscontro.

Forse chi li ha uccisi aveva intenzione di portar via qualcosa da quella casa? A questo, De Marco non ha ancora risposto, ma sembra che nel corso di un interrogatorio avvenuto negli ultimi giorni, abbia svelato nuovi dettagli: "Volevo farli a pezzi e bollirli, farli sparire". Lo studente avrebbe voluto torturare l'arbitro leccese e la sua compagna solo perché "erano felici", o almeno questo è quanto ha detto più volte finora. E avrebbe programmato tutto meticolosamente "per un mero compiacimento sadico", facendo sparire i corpi delle vittime con acqua bollente e soda (voleva scioglierli) ed eliminando tutte le tracce con spray e candeggina.

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