È stato arresto il figlio di Franco Colleoni, ucciso il 2 gennaio 2021 a 68 anni. L'uomo era l'ex segretario provinciale della Lega di Bergamo; un omicidio che ha sconvolto la cittadina di Dalmine. Il delitto è avvenuto nel cortile della sua abitazione, a chiamare i soccorsi è stato proprio il figlio dell'uomo. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine e un'autoambulanza, ma i sanitari hanno constatato soltanto il decesso dell'uomo a causa delle profonde ferite riportare alla testa. La procura ha subito avviato le indagini per omicidio.

La dinamica dell'omicidio di Franco Colleoni

Il violento omicidio è avvenuto nel comune di Dalmine, una cittadina che si trova a pochi chilometri da Bergamo, nella quale Colleoni gestiva anche un ristorante.

L'uomo, nel momento dell'aggressione, ha riportato delle profonde ferite alla testa che gli sono state fatali. Le forze dell'ordine hanno immediatamente iniziato a seguire diverse piste: da quella passionale a quella di una rapina finita male. Quest'ultima inizialmente avvalorata dal fatto che la casa fosse stata ritrovata a soqquadro.

Dopo poche ore gli inquirenti hanno cominciato le indagini interrogando le persone vicine alla vittima: gli stessi sono giunti alla conclusione che a uccidere Franco Colleoni sia stato suo figlio minore. A confermare la tesi delle forze dell'ordine è stato lo stesso indagato che, nella notte, si è dichiarato colpevole aggiungendo di avere inscenato una rapina in casa. Si tratta di Francesco, figlio minore di Franco di trentaquattro anni, che nel corso di un diverbio, avrebbe spinto il padre, il quale sarebbe caduto sbattendo la testa contro un sasso.

Il motivo della discussione sarebbe legato alla cattiva gestione dell'attività ristorativa, nella quale Francesco lavorava come chef. In un primo momento il giovane ha raccontato di aver rimosso l'accaduto a causa dello choc.

Franco Colleoni: da segretario della Lega di Bergamo a ristoratore

L'attività in politica di Franco Colleoni inizia già negli anni Novanta quando, per l'appunto, diventa segretario della Lega di Bergamo.

Nel 2004 decide di lasciare il posto, continuando però a essere suo "estimatore" e a stare "vicino" al partito a livello locale. Nel frattempo si dedica all'apertura di un'attività tutta sua, un ristorante che offre una cucina tradizionale e uno dei locali più frequentati della zona.

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