È partita da Maurizio Verona, il sindaco di Sant’Anna di Stazzema, paese della Versilia in cui nel 1944 si consumò un eccidio nazista nel quale persero la vita 560 civili tra cui 130 bambini, la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda nazista e fascista. L'iniziativa avviatasi il 20 ottobre è in via di concludersi, per aderire è possibile firmare presso il proprio comune di residenza entro il 31 marzo 2021, tutte le informazioni necessarie sono reperibili sul sito di riferimento. L'iniziativa del sindaco di Sant'Anna sta riscuotendo ampi consensi ed è sostenuta anche da nomi noti della cultura e dello spettacolo, nonché dalla Senatrice a vita Liliana Segre, la quale, non ritenendo opportuno firmare tenendo conto del suo ruolo politico, ha espresso la propria solidarietà all'iniziativa in una lettera al sindaco ed il proprio impegno per una celere discussione ed approvazione della stessa in Parlamento.
La proposta di legge
La proposta è quella di un'integrazione al testo di legge già esistente circa il reato di apologia del fascismo (Legge Scelba del 1952) e prevede sanzioni per coloro che fanno propaganda nazifascista con ogni mezzo, in particolare in rete o mediante la vendita di gadget. Il titolo della proposta è il seguente: "Norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e la produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti".
Sembrerebbe anacronismo proporre tale legge oggi, ma il proliferare di simboli inneggianti a fascismo e nazismo soprattutto online, l'analisi dei dati contenuti nel Rapporto Italia 2020 dell'Eurispes (che mostra un aumento dei negazionisti della Shoah a partire dal 2004), nonché il seguito raccolto da gruppi inneggianti apertamente a tali ideologie, ha paventato il possibile ritorno delle stesse.
Intento della raccolta firme è sottolinearne l'illegittimità intervenendo con pene più severe: da sei mesi a due anni di reclusione e con l'aumento della pena di un terzo nel caso in cui il reato venga commesso mediante l'utilizzo di strumenti telematici o informatici.
I principi cardine della Costituzione e i valori democratici sui quali essa si fonda vietano espressamente movimenti che si rifacciano al disciolto partito fascista o che ne esaltino i principi, pertanto l'obiettivo chiaro che la legge Stazzema si propone è quello di partire dal basso, con una raccolta firme su iniziativa popolare appunto, a difesa della Costituzione stessa e dei suoi valori.
Il successo riscosso dall'iniziativa ha fatto sì che il quorum di 50.000 firme necessario per presentare la discussione della legge in parlamento sia stato raggiunto prima della data di scadenza, ciononostante la raccolta continua fino al 31 marzo offrendo ancora occasione.