Una ragazza aveva deciso di interrompere la gravidanza. Dopo tale scelta si è ritrovata dei biglietti affissi sulle porte di alcune classi nella scuola da lei frequentata. Messaggi offensivi, pare, diretti alla stessa giovane, come il seguente: "Io feto, tu aborto" oppure: "Ho bisogno di affetto" con tanto di un disegno raffigurante un feto umano. È accaduto in provincia di Piacenza. La studentessa era rimasta incinta e aveva deciso di non partorire. Il caso è rimbalzato sui social dopo il post di un'amica della studentessa in questione. La giovanissima ha raccontato la vicenda su Facebook, affermando come la sua compagna di classe avesse abortito e mostrando i messaggi nei confronti dell'amica criticanti la sua scelta.

La ragazza ha esternato il suo sdegno verso gli "sfigati" (come scrive lei) autori dei biglietti in quanto: "Fanno veramente venire il vomito".

Piacenza, messaggi offensivi a scuola: avviata indagine interna

La dirigente della scuola in cui è avvenuta la vicenda ha deciso di avviare un'indagine interna. La preside dell'istituto ha promesso massima severità nei verso coloro che hanno scritto e affisso simili biglietti offensivi nei confronti della studentessa. Il post dell'amica e compagna di classe della vittima ha avuto numerose condivisioni sui social, suscitando la rabbia di centinaia di utenti.

Lo sfogo su una pagina Facebook

Sulla pagina Facebook "Non una di meno - Piacenza" è stato pubblicato un post che condanna l'azione da parte dei responsabili di quanto accaduto nella scuola della ragazza che ha abortito.

Il post inizia nominando l'anno corrente e il luogo in cui avvenuto tutto ciò, ovvero, un istituto del piacentino. Dopo aver riassunto brevemente la vicenda, il post lamenta di come dopo essere trascorsi più di quarant'anni dalla legge 194 (che riconosce l'interruzione volontaria di gravidanza) l'Italia si dimostri essere il paese dove la libertà di scelta è ancora bersaglio di additamenti e giudizi.

Un paese in cui bisogna sentirsi colpevoli della scelta che si prende.

La pagina di "Non una di meno - Piacenza" ha espresso solidarietà verso la ragazza vittima di questo atto di violenza psicologica rispettando il pieno diritto della diretta interessata di rimanere nell'anonimato. Il post invita, in seguito, a far rimanere fuori gli "obiettori" da strutture come le scuole e ospedali, così come "dalle nostre vite".

Il post della pagina ha ricevuto diversi commenti che condannano il gesto degli autori dei biglietti, al momento ancora non identificati, come il seguente: "2021...gente chiusa.... Non andremo mai da nessuna parte!!!! Un abbraccio immenso alla ragazza... Miserabili chi ha offeso puntato il dito e giudicato!! Ma una vita nn ce l'avete?? Poveracci...." oppure: "Allucinante! Da coetanei poi".

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