Ucciso nel tentativo di difendere il fratellastro da un agguato in strada a Taranto: è deceduto così, nella notte tra lunedì 28 e martedì 29 giugno, A. S., di 21 anni.

Poco dopo la mezzanotte, numerosi cittadini hanno chiamato i soccorsi: al personale della centrale operativa sono arrivate diverse telefonate che denunciavano una sparatoria in centro, al termine della quale un giovane era rimasto esanime sull’asfalto di via Capecelatro, all’incrocio con via Japigia, dopo esser stato raggiunto da un colpo di pistola. Il ragazzo è spirato poco dopo in ospedale; le indagini sull’episodio sono state piuttosto rapide.

Inizialmente gli inquirenti avevano creduto di trovarsi di fronte a un regolamento di conti legato agli ambienti dello spaccio di sostanze stupefacenti; tuttavia, con il passare del tempo, ci si è resi conto che non si trattava di un tipico agguato della criminalità locale, ma di un regolamento di conti dovuto a un movente passionale, ossia a motivi di gelosia e rancori personali.

Il presunto assassino è stato arrestato: si tratterebbe di un pregiudicato di 33 anni, A. B., che in passato avrebbe avuto una relazione con l’attuale compagna del fratellastro della vittima.

Durante l’agguato la vittima ha cercato di proteggere il fratellastro

Subito dopo l’agguato, sono intervenute sulla scena del crimine diverse pattuglie della Squadra mobile, oltre agli agenti della Scientifica, che hanno effettuato i rilievi, alla ricerca di tracce utili.

Secondo diverse testimonianze, l’assassino avrebbe sparato almeno quattro o cinque volte. Uno dei proiettili avrebbe ferito a morte A. S., colpendolo al petto e perforandogli un polmone. Per gli investigatori il ragazzo avrebbe provato a difendere il fratellastro – a cui era molto legato – dalla furia omicida del 33enne. Infatti i due avrebbero violentemente litigato, forse a causa di una fotografia che l’ex compagna del killer aveva condiviso sui social: questa immagine avrebbe scatenato la gelosia dell'uomo.

A quanto pare, il pregiudicato non si sarebbe mai rassegnato alla fine del rapporto sentimentale con la donna.

Dopo l’agguato, il 21enne è stato portato in ospedale, dov’è deceduto

Ad avere la peggio nel violento agguato è stato il 21enne, già noto alle forze dell’ordine per alcuni piccoli precedenti penali. Dopo la sparatoria sono intervenuti alcuni mezzi del 118: il giovane è stato portato in ambulanza all’ospedale Santissima Annunziata, dov’è arrivato ancora vivo.

Tuttavia i medici non sono riusciti a salvarlo, a causa della gravità delle ferite riportate. In quei concitati momenti, alcuni agenti sono dovuti intervenire nella struttura sanitaria, per riportare la calma, dopo l’incursione di diversi parenti e amici della vittima, esasperati da quanto accaduto.

Gli inquirenti sono riusciti a rintracciare in poco tempo l’autore dell’agguato

Le indagini hanno portato in poche ore a fermare il presunto autore del delitto: A. B. è stato rintracciato in un appartamento nel quartiere Tamburi in cui si era rifugiato. Nei pressi dell’abitazione era parcheggiata la vettura, di proprietà del 33enne, utilizzata per raggiungere il luogo dell’agguato. I poliziotti sono riusciti anche a trovare l’arma utilizzata nella sparatoria, una Beretta calibro nove short, con la matricola abrasa e ancora quattro proiettili nel caricatore: il pregiudicato l’aveva nascosta sotto un grande masso, nel vicino quartiere Paolo VI.

Adesso l’uomo dovrà rispondere di una serie di reati, dall’omicidio volontario al tentato omicidio, senza dimenticare il possesso e il porto abusivo di una pistola non regolarmente registrata. Nel frattempo continua il lavoro degli agenti della squadra Mobile per chiarire meglio la dinamica di quanto accaduto.