Non troveranno mai Roberta Ragusa perché il marito non l'ha uccisa. A sostenerlo è la dottoressa Anna Vagli, criminologa, che assiste Antonio Logli, condannato in via definitiva a vent'anni di carcere per l'omicidio della moglie. Roberta, mamma 44enne di due figli, scomparve nella notte tra il 13 e il 14 gennaio del 2013 dalla sua abitazione di Gello, frazione di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. Il controverso caso di Cronaca Nera, in questi anni, è stato seguito anche dall'associazione Penelope, impegnata in prima linea nella ricerca delle persone scomparse e nel sostegno dei loro cari.

Roberta Ragusa sarebbe ancora viva

La criminologa Anna Vagli, come riportato dalle pagine de La Nazione, ha parlato di una vera e propria svolta nella vicenda. "Non la troveranno mai - ha dichiarato facendo riferimento a Roberta Ragusa - perché Antonio Logli non ha ucciso nessuno". Secondo la dottoressa, infatti, le ricerche nella loro abitazione - di cui si è parlato nei giorni scorsi - non sarebbero necessarie. "Credo - ha puntualizzato - che bisogna cercare Roberta altrove e viva". Poi, difendendo il suo assistito, che in questi anni si è sempre dichiarato estraneo ai fatti ha aggiunto che è normale, quando si è accusati ingiustamente dell'omicidio della moglie, lanciare appelli e fare di tutto per dimostrare la propria innocenza.

La dottoressa è tornata sulla "tesi" avanzata al settimanale Giallo dall'avvocato Nicodemo Gentile, presidente dell'associazione Penelope. La criminologa, non crede che i resti della giovane mamma pisana si possano trovare veramente nel magazzino di proprietà del marito Antonio. "La casa, compreso il magazzino - ha infatti ricordato - è stata messa a soqquadro completamente".

"La verità - ha continuato - è che, seppur l'hanno cercata in ogni luogo, non si capacitano del perché non sia mai stata ritrovata".

L'associazione Penelope continua a cercare il corpo di Roberta Ragusa

La criminologa Vagli, che sta lavorando alla revisione del processo, ha evidenziato il fatto che, se a distanza di tanti anni ancora non si trovi il corpo di Roberta Ragusa - o comunque non vi sia traccia di un avvistamento credibile - non significa che la donna sia morta o che sia stata uccisa.

"Le prove - ha concluso - non ci sono mai state. Antonio Logli è stato condannato in quanto aveva un'amante". "Tutto - ha inoltre puntualizzato - si fonda su una testimonianza tardiva. Nell'ipotesi migliore un testimone dimentica".

Di diverso parere, però, è l'associazione Penelope, che sta seguendo gli interessi dei familiari di Roberta Ragusa. Qualche giorni fa, infatti, ha annunciato che chiederà delle nuove ricerche del corpo della mamma pisana.