Il mondo della handbike italiano è in lutto per la morte del campione Andrea Conti, 51enne conosciuto anche come il "ciclista poeta". L'uomo, lo scorso venerdì 24 settembre, era impegnato in una sessione di allenamento quando è stato protagonista di un brutto incidente contro un'automobile. Trasportato d'urgenza in ospedale, è finito in coma senza mai più risvegliarsi. La morte è sopraggiunta nella serata di ieri, mercoledì 29 settembre, a cinque giorni di distanza dal sinistro.

L'incidente lungo la provinciale Bosco Chiesanuova-Cerro Veronese

L'incidente che ha visto protagonista Andrea è avvenuto lungo la strada provinciale che da Bosco Chiesanuova porta a Cerro Veronese, nella provincia veneta di Verona.

Il "ciclista poeta" era intento ad allenarsi in vista dell'ultima prova del Giro d'Italia, prevista ad Assisi, quando, improvvisamente, ha avuto un duro scontro frontale con una macchina che viaggiava sul lato opposto della carreggiata. Fin da subito le condizioni di Andrea sono apparse gravissime, al punto che gli operatori sanitari ne hanno previsto l'immediato trasferimento presso l'ospedale di Borgo Trento. Qui, come detto, Conti è finito in coma e, nonostante l'impegno dei medici, il suo cuore ha smesso di battere. Un incidente che, per la dinamica, ha ricordato a molti ciò che è successo ad Alex Zanardi che, fortunatamente, è riuscito a sopravvivere. Andrea, che amava comporre versi in dialetto veronese (da qui il soprannome di "poeta"), durante la sua carriera ha trionfato in tre edizioni del Giro d'Italia: nel 2015, nel 2016 e l'ultima nel 2019.

Quando aveva 18 anni, Andrea rimase tetraplegico a causa di un sinistro stradale

La vita di Andrea è stata un esempio. Nato a Cerro Veronese (compaesano di un altro grande corridore come Damiano Cunego), quando aveva soli 18 anni Andrea subì un bruttissimo incidente stradale, proprio sulle strade dove ha perso la vita. In quell'occasione, a causa delle ferite riportate, Conti subì una lesione cervicale che lo rese tetraplegico.

Nonostante questo, Andrea non si è mai scoraggiato, avvicinandosi al mondo dello sport nel 2002. In particolare, si avvicinò al mondo dell'handbike, utilizzando le braccia e parzialmente anche le mani. Per spingere la sua handbike necessitava di protesi speciali. Subito dopo l'incidente, lo scorso venerdì, la pagina Facebook del Giro Handbike aveva pubblicato un post di sostengo per Andrea. In tale messaggio, Conti veniva definito come il "sole della manifestazione", vera e propria "parte integrante della grande famiglia del Giro Handbike".