Nirvana e Dante. Un accostamento non usuale e che desta curiosità ma che c'è stato negli ultimi mesi a causa di una vicenda legale che ha frapposto la band di Seattle e un illustratore britannico della Divina Commedia. La band, infatti, ha utilizzato un'illustrazione per sponsorizzare il suo merchandising e per questo motivo la nipote del disegnatore ha deciso di far causa al gruppo. Un giudice statunitense, nelle ultime ore, ha deciso di archiviare il caso, ma ora si rischia una nuova causa in Gran Bretagna.

Archiviata l'accusa di plagio per i Nirvana

Per ora, la battaglia legale è stata vinta dai Nirvana. La nipote di Charles Wilfrid Scott-Giles, disegnatore e illustratore di un'edizione britannica della Divina Commedia del 1949, ha deciso, qualche mese fa, di far causa alla storica band di Seattle. La band, infatti, avrebbe "adottato" un'illustrazione per sponsorizzare il proprio merchandising, dalle tazze alle magliette.

Nelle ultime ore è arrivata la decisione del giudice: il tribunale della California ha deciso di archiviare la pratica e ha preferito rimandare ai giudici britannici ogni tipo di decisione sulla questione. E probabilmente il caso si trasferirà nel Vecchio Continente.

La battaglia legale

La causa era stata intentata lo scorso aprile dalla nipote dell'illustratore Scott-Giles, Jocelyn Susan Bundy. La donna ha deciso di citare in giudizio la Nirvana LLC, la società che gestisce gli interessi commerciali del gruppo simbolo del grunge, insieme alla Live Nation Merchandise LLC, alla Merch Traffic LLC e alla Silva Artist Management LLC.

L'accusa è quella di aver utilizzato in modo improprio e per fini commerciali una delle opere di suo nonno, un'illustrazione ispirata alle vicende narrate nella Divina Commedia di Dante Aligheri. In particolar modo c'è una maglietta dei Nirvana, pubblicizzata nel 1989, che si è ispirata a questa illustrazione, con la riproduzione dei gironi infernali.

Il caso prosegue nel Regno Unito

La donna ha deciso di muoversi legalmente contro la maglietta della band già nel 1997. La maglietta in bianco e nero dei Nirvana, che prende il nome di Vestibule, è a suo avviso "praticamente identica" all'illustrazione dei gironi dell'inferno realizzata da suo nonno, dal titolo 'Inferno superiore". Il giudice comunque ha deciso di non esprimersi ed ha archiviato il caso, precisando che, a suo avviso, è raccomandabile che si esprima la giustizia britannica e non un tribunale statunitense.

"Dato che una delle controversie principali in questo caso riguarda la proprietà del diritto d'autore sull'illustrazione, che è disciplinata dalla legge del Regno Unito, il Regno Unito ha forse un interesse più forte, a conti fatti, in questo caso", ha detto il giudice. E l'avvocato di Bundy ha detto a Billboard che sta valutando di riaprire il caso in Gran Bretagna.