Non ricorderebbe nulla della coltellata che il 22 settembre del 2020 nella villetta familiare ad Aquileia, in provincia di Udine, provocò la morte di sua moglie, la 66enne Marinella Maurel. A infliggerla sarebbe stato proprio lui, Livio Duca, ora 67enne, accusato di omicidio volontario aggravato dall’uso di un’arma e dal vincolo coniugale.

Il processo a suo carico si è aperto lo scorso 6 ottobre. Lunedì 15 novembre, con la deposizione dell'uomo davanti alla Corte d'Assise di Udine, si è conclusa la fase istruttoria. "Mia moglie disse che volevano ricoverarmi perché ero matto, poi il buio totale.

Sono disposto ad andare sotto ipnosi per capire cosa sia successo", ha affermato l'imputato detenuto nel carcere di Udine.

Aquileia, 'Mia moglie mi ha chiesto di misurare tre pigiami'

Nel processo in corso, Livio Duca ha riferito in aula che del 22 settembre 2020 ha pochi ricordi. Quel giorno, sua moglie lo avrebbe chiamato chiedendogli di provare tre pigiami nuovi. Alla sua richiesta del perché avrebbe dovuto farlo, Mariella Maurel gli avrebbe risposto che gli indumenti da notte gli sarebbero stati indispensabili, dal momento che lo avrebbero fatto ricoverare perché "matto". Poi sarebbe avvenuto il "black out". L'uomo ricorderebbe solo di essere salito nella propria camera da letto, di essersi ritrovato seduto, insanguinato, d'essere stato ammanettato dai carabinieri, mentre sua moglie giaceva distesa ferita nel giardino di casa: "Dissi che dovevo aver combinato qualcosa di grosso”.

Dalle indagini è emerso che Marinella fu uccisa con una coltellata alla gola. L'arma del delitto fu un coltello lungo 20 centimetri e con 9 centimetri di lama. La donna era riuscita a correre in strada a chiedere aiuto. Sentite le urla, i vicini avevano subito chiamato i soccorsi che però erano stati inutili. Mariella morì in ospedale due ore e mezzo dopo il fendente che, inferto vicino alla clavicola, le aveva recise un’arteria dissanguandola.

Dopo aver appreso dai carabinieri che la moglie era morta, Duca aveva pronunciato la frase "allora sono un assassino", per poi impallidire ed essere colto da un attacco di cuore.

Aquileia, dichiarazioni inedite sulla vita coniugale

Durante la sua deposizione, Duca ha fatto delle dichiarazioni inedite. Nei quattro mesi precedenti l'omicidio, sarebbe stato convinto d'essere stato preso di mira dalla Guardia di Finanza per via di una sua azienda in Croazia e che i vicini di casa avrebbero installato tre telecamere per spiarlo.

A suo dire, lo avrebbe raccontato alla moglie e al figlio che lo avrebbero irriso. Alcuni giorni prima del delitto, inoltre, Marinella avrebbe manifestato aggressività nei suoi confronti al punto di graffiarlo in viso.

Durante il lockdown, per la tensione nella villetta familiare di Aquileia, Duca, da astemio, avrebbe cominciato a bere alcolici. Sei giorni prima della tragedia, avrebbe chiesto al medico di fiducia di prescrivergli benzodiazepine per dormire. L'imputato ha negato che lui e la moglie vivessero da separati in casa. Anche se - secondo alcune indiscrezioni - i due avrebbero dormito in camere diverse, ognuno con i propri cani, anche perché lei non avrebbe sopportato il suo russare, e lui che la moglie fumasse in maniera accanita.

Aquileia, la vittima temeva il marito

Dalla perizia e dall’incidente probatorio che si sono svolti durante le indagini, è emerso che Marinella aveva paura di suo marito: lo aveva confidato ad alcune amiche. Già prima dell'omicidio, l'uomo soffriva di depressione e di fissazioni. Nonostante il trattamento farmacologico cui era sottoposto, la moglie continuava a essere preoccupata perché non vedeva miglioramenti.

La perizia ha anche stabilito il vizio parziale di mente dell'imputato. Il punto centrale del processo è tutto qui: Duca avrebbe commesso l'uxoricidio mentre la sua capacità di intendere e volere era gravemente scemata. "Mia madre si sentiva in pericolo, il comportamento di mio padre cambiò quando iniziò il lockdown", ha spiegato in una precedente udienza Daniele, figlio 40enne della coppia.

A differenza del padre, ha riferito che sua madre dormiva barricata in camera da letto per paura.

Secondo quanto riferisce, da 10 anni i genitori erano molto litigiosi, ma non c'erano mai stati episodi di violenza fisica. Negli ultimi tempi, invece, il padre avrebbe persino minacciato la moglie, pensato al suicidio e nascosto i cellulari sotto il cuscino temendo d'essere spiato. Il giorno della sua morte, Marinella aveva chiesto al figlio di portare suo padre al Pronto Soccorso. Temendo le reazioni dell’uomo, Daniele aveva chiamato il Centro di salute mentale e preso un appuntamento a domicilio per il giorno successivo, ma ormai era troppo tardi.