Davide Paitoni non ha risposto al Gip Giuseppe Battarino durante l'interrogatorio di garanzia. Il 40enne, accusato di omicidio e tentato di omicidio del figlio Daniele di 7 anni a Morazzone (Pavia) e ha anche ferito gravemente l'ex moglie. All'uomo, che si trova in isolamento nel carcere varesino dei "Miogni" è stata contestata anche l'aggravante della crudeltà e della premeditazione. Il caso di cronaca nera, nelle scorse ore, è finito all'attenzione della ministra della giustizia Marta Cartabia che ha richiesto degli "accertamenti urgenti".

Davide Paitoni rimane in carcere

Nella mattinata di oggi, martedì 4 gennaio, Davide Paitoni è comparso davanti al Gip Giuseppe Battarino. L'indagato è rimasto in silenzio e non ha spiegato perché ha ucciso il figlio Daniele a coltellate, ha nascosto il corpo in un armadio della loro casa a Morazzone e poi ha aggredito l'ex moglie Silvia (36 anni), che da qualche tempo viveva, insieme al bimbo, con i genitori a Gazzada Schianno (sempre in provincia di Varese).

A consigliare al 40enne di non rispondere sarebbe stato il suo stesso legale, l'avvocato Stefano Bruno. A suo dire, il suo assistito non era in grado di sostenere l'interrogatorio in quanto troppo provato.

Poi ha puntualizzato: "Non ho ancora avuto modo di entrare nel merito di quanto accaduto, per ora mi sto occupando del lato umano".

A metà pomeriggio la camera di consiglio dell’ufficio Gip di Varese ha reso noto la convalida dell’ordinanza di fermo di indiziato di delitto, come richiesto dal pubblico ministero Luca Petrucci, e applicato come da protocollo la misura cautelare della custodia in carcere,

La procura aveva già contestato la pericolosità sociale di Davide Paitoni

Come confermato da fonti di via Arenula, la ministra Marta Cartabia sta seguendo con attenzione le indagini sul delitto del piccolo Daniele e, per questo, ha provveduto a chiedere all'ispettorato, di svolgere in maniera urgente una serie di necessari accertamenti preliminari su quanto accaduto a Morazzone.

Nelle scorse ore, inoltre, la procura di Varese, in risposta ad alcune polemiche sollevate dopo l'omicidio, ha reso noto con in un comunicato divulgato "per una corretta informazione" e di aver già contestato a Paitoni la pericolosità sociale. La contestazione, da quanto si apprende, è avvenuta dopo il 26 novembre 2021, quando il 40enne era stato messo ai domiciliari con l'accusa di tentato omicidio.

Il Giudice per le indagini preliminari, si legge nella nota, ravvisando peraltro un semplice rischio d'inquinamento probatorio, ha autorizzato in un secondo momento l'incontro dell'indagato con la moglie e il figlio.