"Diceva di essere una psicologa infantile e di saperci fare con i bambini". Un commerciante della Val Gandino ha raccontato che Alessia Pifferi, 37enne, in paese si era presentata così. La donna residente a Ponte Lambro, periferia sud-est di Milano, è accusata di aver lasciato sola in casa, per sei giorni, la sua bimba di 18 mesi; ora è in carcere, a San Vittore, e deve rispondere del reato di omicidio volontario aggravato da futili motivi e dalla premeditazione. Il pm Francesco De Tommasi, che si sta occupando del caso di cronaca nera l'ha definita una "persona pericolosa e senza scrupoli".
Le bugie di Alessia
La piccola Diana è stata ritrovata senza vita all'alba di mercoledì 20 luglio nel suo appartamento di via Parea, a Milano. Mamma Alessia sei giorni prima, nel pomeriggio di giovedì 14, è uscita di casa per raggiungere il compagno che vive a Leffe (Bergamo) e l'ha lasciata da sola. A suo dire, prima di mettersi in viaggio l'avrebbe averla lavata, cambiata e le avrebbe preparato il biberon con il latte. Tuttavia la sua versione dei fatti è ancora tutta da verificare.
In queste ore, infatti, si è scoperto che la 37enne avrebbe raccontato bugie su bugie. Al compagno avrebbe detto che la piccola era al mare con la sorella. Davanti agli inquirenti, invece, aveva fatto riferimento a una inesistente baby sitter.
Ma non solo. Alessia da qualche tempo frequentava il piccolo centro della Val Gandino dove vive il fidanzato. Proprio a casa sua, in via Piave, il 29 gennaio 2021, aveva partorito da sola la primogenita. A tutti aveva detto di non essersi accorta di essere incinta fino al settimo mese. "Quando è nata Diana, l’ho subito fatta respirare mettendole le dita in bocca come facciamo noi medici", avrebbe detto agli abitanti del paese bergamasco. Alessia infatti, pur non avendo né titoli né esperienza, si presentava come una psicologa infantile e asseriva di saperci fare con i bambini.
Alessia avrebbe lasciato da sola la figlia in altre occasioni
La giovane madre attende nel carcere di San Vittore e nel pomeriggio di venerdì 22 dal gip di Milano Fabrizio Filici, alle 13:30, è iniziato l'interrogatorio.
Nella notte tra mercoledì 20 e giovedì 21 è stata a lungo ascoltata dal pm Francesco De Tommasi. Alessia non avrebbe risposto a tutte le sue domande, ma avrebbe dimostrato di essere consapevole dei rischi che potevano derivare dalla sua condotta sconsiderata. "Sapevo che sarebbe potuta andare così" avrebbe detto a un certo punto.
Il magistrato meneghino, sottolineando che la donna non ha esitato ad abbandonare a se stessa la figlioletta per divertirsi e per portare avanti le sue relazioni, ha richiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere. Secondo il suo giudizio la 37enne è pericolosa ed esiste il rischio di reiterazione del reato. Ancora non è stata eseguita l'autopsia sul corpo della bambina, ma il medico legale ritiene che sia morta di stenti.
Il sospetto è che la madre le abbia fatto assumere del benzodiazepine, psicofarmaco dalle proprietà ansiolitiche. Vicino al lettino da campeggio dove era adagiata, infatti, è stato ritrovato un flaconcino quasi vuoto.
Secondo quanto ricostruito, Alessia, sarebbe stata solita lasciare da sola la figlia. La procura avrebbe, infatti, accertato tre occasioni diverse e per questo potrebbe contestarle anche il reato di abbandono di minore.