Fausto Chiantera, di 43 anni, dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato, cessione di stupefacenti, lesioni e maltrattamenti: la prima udienza, davanti alla prima Corte d'Assise di Roma, è prevista ad aprile 2024. La vicenda di cronaca nera si è verificata il 15 febbraio 2022, quando Chiantera e la sua compagna hanno partecipato ad una festa caratterizzata dall'uso di alcol e droghe.

Dopo aver consumato eroina, la donna ha iniziato a sentirsi male, ma nessuno dei presenti ha pensato di chiamare i soccorsi. Secondo l'accusa, invece di richiedere aiuto, Chiantera ha messo la compagna nel vano doccia, spogliandola e mettendo i suoi vestiti in lavatrice.

Successivamente, le ha somministrato cocaina e altre sostanze psicotrope, lasciandola in uno stato di incoscienza e agonia per giorni. La donna di 40 anni, è poi deceduta a causa di una grave broncopolmonite massiva bilaterale.

Le indagini

Mentre la sua compagna stava male, invece di cercare assistenza medica, Chiantera ha cercato online informazioni su "come affrontare un caso di overdose". I pubblici ministeri ritengono che questo dettaglio, dimostri come l'uomo fosse consapevole delle conseguenze che la sua compagna stava affrontando.

Le indagini preliminari hanno rivelato che la relazione tra Chiantera e la sua compagna era caratterizzata da abusi fisici e psicologici, che sarebbero iniziati nel 2020.

L'uomo aveva persino distrutto il cellulare della donna, lasciandole un altro dispositivo per comunicare. Inoltre, sarebbero emersi episodi di violenza fisica, durante i quali Chiantera avrebbe utilizzato una moka da caffè come arma.

Nonostante gli sforzi dei genitori della vittima nel tentare di proteggerla, Chiantera è riuscito a isolare completamente la compagna da amici e familiari. Secondo le indagini condotte dalla procura, l'uomo avrebbe tenuto la donna in ostaggio, minacciandola più volte di pubblicare video che la ritraevano in situazioni intime.

La testimonianza della madre della vittima

La madre della vittima ha testimoniato di aver notato qualcosa di sbagliato fin dai primi mesi della convivenza.

La figlia aveva riferito che era stato Chiantera a introdurla all'uso di psicofarmaci. Durante i cinque giorni in cui la vittima era tornata a casa, si era astenuta dal bere qualunque cosa le fosse stata offerta e sembrava sempre confusa e poco lucida. Nonostante i genitori la implorassero di restare, la donna ritornò presto a vivere con Chiantera.

L'ultimo incontro tra la vittima e sua madre risale a dicembre 2021, poche settimane prima della sua morte. La vittima aveva fretta di andarsene poiché Chiantera la stava aspettando. A capodanno, la donna aveva telefonato di nascosto ai suoi genitori per fare gli auguri, temendo che Chiantera si accorgesse del contatto che stava riprendendo con la famiglia.

Le testimonianze rivelerebbero la ferrea manipolazione e il controllo ossessivo che Chiantera avrebbe esercitato sulla sua compagna, privandola della libertà di scelta e riducendola in uno stato di dipendenza emotiva.