A Sorrento è stato arrestato mentre intascava una tangente il sindaco Massimo Coppola dai finanzieri del comando di Torre Annunziata. Il primo cittadino della città è stato colto in flagrante, ma questo arresto è stato il risultato di una indagine che ha coinvolto anche altre persone legate a lui.

Il sindaco di Sorrento è stato arrestato in flagranza di reato

Il 47enne Coppola, di professione avvocato, eletto nel 2020, è stato arrestato a seguito di una inchiesta durata diversi mesi, e che è stata coordinata dal procuratore del tribunale di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, e coadiuvato dai pm Giuliano Schioppi e Matteo De Micheli, con la collaborazione attiva dei militari della Guardia di Finanza, con l'accusa di induzione indebita a dare o ricevere utilità.

Le Fiamme Gialle, dopo numerosi pedinamenti e intercettazioni, lo hanno sorpreso, insieme al suo fidato collaboratore Francesco Di Maio, anche lui correo, durante una cena in un ristorante organizzata da un imprenditore, anche lui risultante indagato, mentre intascava la somma di 6mila euro, una delle tranches di un pagamento totale di 120mila euro, delle quali già circa la metà era già stata versata in varie occasioni da imprenditori che hanno avuto dei vantaggi pur di accaparrarsi degli appalti pubblici nella città. In totale le persone coinvolte, a vario titolo,, sono 22. I magistrati hanno ipotizzato una serie di reati: corruzione continuata e in concorso, turbamento di appalti pubblici, peculato ad altri ancora.

Il ruolo di 'Lello il sensitivo'

Uno dei personaggi chiave dell'inchiesta, come è stato riportato dalla relazione dei giudici, è un noto imprenditore dei media della regione. Il suo nome è Raffaele Guida, conosciuto come “Lello il sensitivo”, in virtù del suo antico mestiere di cartomante televisivo. Durante la perquisizione nella sua abitazione che ha ha portato in seguito all’arresto di Coppola e di Di Maio, è stato utilizzato un pastore tedesco di nome Gringo, il quale, durante il lavoro di perquisizione che non aveva portato nessun risultato concreto, ha fiutato, nascosto in uno dei caveau di un biliardo, una cassetta con una consistente somma di denaro. I finanzieri, che sono coordinati dal comandate del gruppo di Torre Annunziata, il colonnello Gennaro Pino, hanno sequestrato, alla fine della perquisizione, documenti, smartphone e computer utili per il prosieguo dell’inchiesta, e anche una somma pari a 250mila euro in contanti.

Da ciò che emerso sono sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti tutta una serie di appalti, conferiti spesso con affidamento diretto, a degli imprenditori, per capire la effettiva portata dei reati ipotizzati a carico delle persone indagate.