È deceduto nella giornata di oggi 5 novembre il regista scozzese Adrian Maben, la cui eredità è indissolubilmente legata a uno dei capolavori del cinema musicale, vale a dire il film-concerto del 1972 Pink Floyd: Live at Pompeii.
Il comunicato del Parco di Pompei
Il regista scozzese naturalizzato francese Adrian Maben è morto all'età di 83 anni.A dare la notizia della morte del regista è stato con un comunicato il Parco Archeologico di Pompei. Tra il parco di Pompei e Maben c'era un grande rapporto: il regista era solito visitare il parco archeologico e la diffusione del film sui Pink Floyd ha reso ancora più affascinante la storia di Pompei.
Non è un caso se nell'estate 2015 gli fu conferita la cittadinanza onoraria per i suoi meriti artistici e per aver portato il nome di Pompei nel mondo.
Ai nostri giorni inoltre il Parco Archeologico ospita nei corridoi dell'Anfiteatro la mostra dal titolo Pink Floyd. Live at Pompeii. The exhibition by Adrian Maben. Un'esposizione che racconta la storia del celebre gruppo britannico e quel memorabile concerto a porte chiuse e senza pubblico che si tenne nel 1971.
La storia del Live a Pompei
Il documentario del 1972 Pink Floyd: Live at Pompeii non è stato un semplice film-concerto, ma un esperimento cinematografico unico sotto la regia di Adrian Maben. L'idea era quella di catturare l'energia di un tipico set live dei Pink Floyd all'interno di un anfiteatro romano di Pompei, ma senza la presenza del pubblico.
Le riprese principali infatti, ambientate tra le antiche rovine, furono completate in quattro giorni frenetici nell'ottobre del 1971.
Il progetto venne in seguito integrato con scene aggiuntive, girate in uno studio di Parigi a dicembre. Per una successiva riedizione del 1974, Maben inserì anche del materiale esclusivo come scene della band al lavoro sugli Abbey Road Studios durante la registrazione del celebre disco The Dark Side of the Moon e anche alcune interviste ai musicisti.
L'idea alla base del film nacque quasi per un incidente estivo. Il regista Adrian Maben infatti aveva già provato a coinvolgere il gruppo all'inizio del 1971 con un'idea artistica che univa la loro musica a opere di artisti come De Chirico e Magritte, ma l'offerta era stata rifiutata.
La svolta arrivò quando Maben, che si trovava iin vacanza in Italia, tornò al crepuscolo nell'antico anfiteatro di Pompei nel tentativo di ritrovare il suo passaporto smarrito. La visione delle rovine illuminate di sera lo colpì molto. Alla fine riuscì ad avere i permessi necessari e convinse la band: i Pink Floyd dal canto loro furono categorici. Avrebbero eseguito tutto il materiale rigorosamente dal vivo, senza il playback. Ciò richiese un'imponente logistica: dovettero trasportare via camion tutta l'attrezzatura da concerto e un impianto di registrazione a 24 tracce per garantire la qualità sonora di studio.