La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e Luigi Lovaglio in relazione all’operazione che ha portato Mps ad assumere il controllo di Mediobanca. I magistrati contestano l’ipotesi di aggiotaggio e di ostacolo all’attività delle autorità di vigilanza, mentre le società coinvolte risultano indagate per responsabilità amministrativa. La notizia ha avuto un impatto immediato sui corsi di Borsa, con vendite concentrate sui titoli bancari direttamente interessati.

L’indagine e le ipotesi di reato

L’inchiesta ricostruisce il percorso che ha preceduto e accompagnato la scalata a Piazzetta Cuccia, verificando se vi sia stato un coordinamento stabile tra alcuni azionisti nell’acquisto di partecipazioni e nella successiva operazione sul capitale. Gli inquirenti ipotizzano la diffusione di informazioni idonee a influenzare il prezzo dei titoli e la mancata rappresentazione completa dell’assetto di controllo ai supervisori. Nel fascicolo compaiono anche i profili di ostacolo all’attività di Consob, Banca centrale europea e Ivass, chiamate a vigilare sulla stabilità del sistema e sulla correttezza degli scambi.

Dalla cessione del Tesoro al cambio di controllo

Un passaggio chiave riguarda il collocamento accelerato con cui, nel novembre 2024, il Ministero dell’Economia ha ceduto una quota significativa di Mps a investitori istituzionali, tra cui veicoli riconducibili a Delfin e al gruppo Caltagirone.

In seguito, gli acquisti incrociati su Mps e Mediobanca hanno ridisegnato la governance dell’istituto milanese, fino al cambio di controllo. Gli inquirenti intendono accertare se le mosse dei diversi soggetti siano state autonome o se abbiano dato forma, di fatto, a un’azione concertata che avrebbe richiesto un diverso percorso formale e informativo sul mercato.

Reazioni ufficiali e risposta dei mercati

Le società coinvolte hanno rivendicato la correttezza del proprio operato e hanno dichiarato di confidare nella possibilità di chiarire ogni addebito, assicurando al tempo stesso piena collaborazione alla magistratura. I vertici chiamati in causa hanno respinto le accuse e hanno sottolineato la natura industriale delle operazioni realizzate.

Sui mercati, tuttavia, la prudenza ha prevalso: Mps ha registrato cali significativi nelle sedute immediatamente successive alla diffusione della notizia, mentre Mediobanca ha risentito dell’aumento di volatilità in un contesto azionario che, nel complesso, è rimasto più stabile.

Vigilanza rafforzata e possibili effetti sul risiko bancario

L’apertura del fascicolo ha riportato al centro il tema della concentrazione nel settore del credito e della tutela del risparmio in una fase di riassetto del sistema. La vigilanza guarda con particolare attenzione ai passaggi che coinvolgono banche di rilevanza sistemica.

Eventuali riscontri alle ipotesi di accusa potrebbero tradursi in sanzioni e in un irrigidimento delle condizioni per operazioni simili, con effetti sul calendario del risiko bancario italiano.

In attesa degli sviluppi, gli operatori monitorano sia il profilo giudiziario sia le ricadute sulla governance, consapevoli che la partita non riguarda solo i singoli gruppi ma l’equilibrio complessivo del mercato finanziario nazionale.