La comunità scientifica internazionale è in lutto: è scomparso nella mattinata del 9 febbraio, all’età di 96 anni, uno dei suoi membri più illustri: l’italiano Antonino Zichichi. L’annuncio del suo decesso è stato dato attraverso la sua pagina ufficiale di Facebook. La sua scomparsa ha creato un vuoto incolmabile anche negli ambienti cattolici, in quanto ha sempre sostenuto nei suoi discorsi in pubblico la necessità del confronto tra etica, scienza e fede.
La vita e la carriera dello scienziato siciliano
Antonino Zichichi è nato a Trapani il 15 ottobre del 1929, ma la sua famiglia è originaria di Erice, piccolo paese in provincia di Trapani.
Si è laureato all’Università di Palermo in Fisica discutendo la tesi con il professore Donato Palumbo, ha iniziato la sua carriera da ricercatore prima al Fermilab di Chicago e poi al Cern di Ginevra. Ed in Svizzera ha legato il suo nome ad una scoperta importante: l’antideutone, consistente in una forma di antimateria nucleare. Una ricerca che lo scienziato siciliano ha condotto insieme ad un team del Brookhaven National Laboratory, consacrando il fisico italiano a livello internazionale. Dal 1965 è stato professore ordinario della cattedra di Fisica Superiore all’Università di Bologna, un incarico accademico mantenuto fino al 2006, quando poi è divenuto professore emerito della stessa università emiliana.
Il suo nome è legato anche al suo importante contributo alla ricerca scientifica, promuovendo la costruzione dei laboratori del Gran Sasso. Dal 1977 ha assunto la carica di presidente dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare. Ma il suo nome è anche legato alla fondazione del Centro Culturale Ettore Majorana ad Erice, dove, nei suoi convegni annuali, sono transitati centinaia di colleghi di fama internazionale.
Scienza e fede: la sua personale interpretazione
Zichichi si è sempre impegnato in particolare per la pace ed il disarmo nucleare, tema particolarmente scottante nel Novecento. A tal proposito, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, ha promosso i Seminari internazionali di “Scienza della pace”.
Da questa esperienza culturale è nato il manifesto di Erice, un documento firmato da tanti suoi colleghi, in particolare da Paul Dirac e Piotr Kapitza. Inoltre è stato anche presidente del comitato della NATO per le tecnologie del disarmo delle armi nucleari. Il suo pensiero è stato criticato in quanto ha sempre osteggiato sia la teoria darwinista sull’evoluzione sia negato la mano dell'uomo dietro al cambiamento climatico. Ha anche criticato i creazionisti. Simpatizzante del centro-destra, è stato impegnato anche per un breve periodo in politica: infatti l’allora presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta lo ha nominato assessore regionale per i Beni Culturali nel 2012, incarico poi revocato per divergenze con il presidente della Regione Sicilia nel 2013.