Una madre ha affidato il proprio neonato alla “Culla per la vita” della Croce Rossa di Bergamo, situata nella sede di Loreto. Il gesto è stato accompagnato da una lettera in cui la donna esprimeva l'impossibilità di garantire al bambino “una vita felice”, pur sottolineando di averlo amato profondamente. Il sistema di protezione, collegato al 118, si è attivato prontamente, permettendo il trasferimento del piccolo all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Il neonato si trova ora ricoverato e le sue condizioni di salute sono buone.
Il dispositivo di accoglienza neonatale
L'episodio si è verificato domenica mattina. La madre ha depositato il neonato all'interno della Culla per la vita, un dispositivo termico di sicurezza che, una volta attivato, invia automaticamente un segnale al sistema di emergenza 118. Gli operatori della Croce Rossa sono intervenuti in tempi rapidi, trasferendo il bambino presso l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Qui, il neonato è stato preso in cura dal personale medico e le sue condizioni sono state valutate come buone.
Funzionamento della “Culla per la vita”
La “Culla per la vita” rappresenta un presidio termico sicuro, accessibile in qualsiasi momento della giornata. È stato progettato specificamente per accogliere neonati in condizioni di assoluta sicurezza.
Il collegamento diretto con il sistema di soccorso 118 assicura un intervento immediato in caso di attivazione dell'allarme. Questo tipo di dispositivo è presente in diverse città italiane ed è gestito da enti come la Croce Rossa, ospedali e strutture religiose, offrendo un'opzione di tutela per i neonati.