El Salvador ha introdotto un nuovo pacchetto di riforme penali che prevede l'ergastolo per i minorenni, a partire dai 12 anni di età. La normativa, entrata in vigore il 26 aprile 2026, stabilisce la pena perpetua per reati considerati gravi, tra cui omicidio, femminicidio, stupro e l'appartenenza a bande criminali, qualificate come gruppi terroristici. Questa iniziativa rientra nella strategia di tolleranza zero contro la criminalità promossa dal presidente Nayib Bukele.

La nuova legge e le critiche internazionali

La riforma elimina il diritto alla libertà condizionale o alla scarcerazione anticipata per i minori condannati all'ergastolo.

Il provvedimento si inserisce nel contesto dello stato di eccezione costituzionale, in vigore dal 2022 e prorogato per 49 volte consecutive. Dall'inizio dell'emergenza, oltre 91.500 persone sono state arrestate e si contano almeno 500 decessi nelle prigioni. Organizzazioni come la Commissione Interamericana per i Diritti Umani (Cidh) e Human Rights Watch hanno criticato la riforma, definendo l'ergastolo per minori incompatibile con la giurisprudenza interamericana e sproporzionato rispetto alla riabilitazione. Anche UNICEF e il Comitato sui Diritti dell'Infanzia hanno espresso preoccupazione, evidenziando come la legge contraddica la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia, che privilegia riabilitazione e reinserimento sociale.

Implicazioni e allarmi per i diritti fondamentali

La legge, pubblicata il 15 aprile 2026, stabilisce la pena detentiva a vita per i minori dai 12 anni in su, in caso di reati gravi. Pur rimuovendo alcune tutele legali, la normativa prevede revisioni periodiche della pena e il rilascio sotto supervisione. Tuttavia, la riforma ha suscitato allarme tra i difensori dei diritti umani, che segnalano potenziali violazioni dei diritti fondamentali e il rischio di trattamenti sproporzionati per i minori coinvolti.

L'entrata in vigore di queste misure consolida la linea dura del governo Bukele nella lotta contro la criminalità organizzata. Il Paese continua a operare in un contesto di prolungato stato di emergenza, caratterizzato da un elevato numero di arresti e da segnalazioni di decessi all'interno delle strutture carcerarie.