La Procura di Avellino ha iscritto due medici dell’ospedale Moscati nel registro degli indagati, con le ipotesi di omicidio colposo e lesioni in ambito sanitario. L'indagine è stata avviata dopo la denuncia dei familiari di una donna di 63 anni, deceduta lo scorso 2 maggio. La tragica vicenda ha visto la paziente accedere all'ospedale in due occasioni: il 24 aprile, al Pronto soccorso, e il 28 aprile, da uno specialista in regime di intramoenia. In entrambe le circostanze, la paziente era stata dimessa. Secondo quanto denunciato dai congiunti, in nessuna delle due visite le sarebbe stata effettuata una trasfusione urgente, nonostante la presunta necessità, un'omissione ora al centro delle contestazioni.
Il quadro clinico della donna è precipitato il giorno precedente il decesso. Colpita da un arresto cardiaco, è stata trasferita d'urgenza in ospedale. Giunta in stato di coma, è stata sottoposta a intervento chirurgico. Nonostante gli sforzi, la donna è deceduta il 2 maggio.
L'inchiesta e le accuse
L'inchiesta è stata aperta dal pubblico ministero Marco Auciello. Le accuse mosse ai due medici si concentrano sull'omicidio colposo e sulle lesioni in ambito sanitario. L'obiettivo è chiarire le responsabilità professionali e la gestione del caso clinico, riguardo a dimissioni e mancata trasfusione urgente. La Procura intende ricostruire la sequenza degli eventi e le decisioni mediche adottate per accertare eventuali negligenze che hanno contribuito al decesso.
L'Ospedale Moscati: contesto
L'Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specialità San Giuseppe Moscati, fulcro di questa indagine, è una struttura sanitaria di rilievo regionale. Gestisce due plessi ospedalieri nella provincia di Avellino, uno nel capoluogo e l'altro a Solofra. L'esito potrebbe avere ripercussioni significative sull'immagine e sulle procedure interne.