Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha sollevato un grave allarme, rivelando che alcuni poliziotti infedeli avrebbero sottratto e successivamente venduto dati sensibili riguardanti figure pubbliche di spicco, tra cui calciatori e cantanti. La notizia è stata diffusa il 13 maggio 2026, nel corso di un incontro pubblico tenutosi a Napoli, dove Gratteri ha dettagliato la natura di questo fenomeno illecito. Le informazioni trafugate, ha spiegato il procuratore, erano custodite all'interno degli archivi della Polizia di Stato, e il loro commercio illecito coinvolgeva la cessione di dati personali a soggetti terzi non autorizzati.
Il procuratore ha enfatizzato la serietà della situazione, affermando esplicitamente l'esistenza di "poliziotti infedeli che vendono dati su calciatori, cantanti e altre persone note". Gratteri ha evidenziato come tali attività illecite costituiscano una palese violazione della privacy dei cittadini e un grave abuso delle funzioni pubbliche da parte degli agenti coinvolti. Le approfondite indagini condotte finora hanno permesso di accertare che i dati venivano sistematicamente prelevati dagli archivi informatici della Polizia, per poi essere illecitamente ceduti a privati, inclusi individui con legami nel mondo dello spettacolo e dello sport, interessati a tali informazioni riservate.
Le modalità di sottrazione dei dati e le indagini in corso
Approfondendo gli aspetti operativi, il procuratore Gratteri ha dettagliato le modalità di sottrazione dei dati, avvenute attraverso accessi non autorizzati ai sistemi informatici della Polizia di Stato. Gli agenti implicati avrebbero sfruttato la propria posizione e le credenziali di accesso per acquisire informazioni riservate, le quali venivano poi monetizzate, cedute cioè in cambio di denaro. Le indagini, tuttora in una fase cruciale, proseguono con l'obiettivo primario di identificare non solo tutti i responsabili diretti di queste condotte illecite, ma anche i beneficiari finali di tale commercio di informazioni.
La tutela dei dati negli archivi della Polizia di Stato
In questo contesto, è fondamentale richiamare il ruolo della Polizia di Stato, un corpo civile ad ordinamento speciale incaricato di garantire la sicurezza pubblica e di operare nella prevenzione e repressione dei reati su tutto il territorio nazionale. Tra le sue responsabilità primarie vi è la gestione e la tutela degli archivi informatici, che contengono una vasta quantità di dati sensibili e personali. L'accesso a queste informazioni è strettamente regolamentato da rigorose procedure di sicurezza, specificamente concepite per prevenire abusi e, soprattutto, per scongiurare violazioni della privacy dei cittadini, come purtroppo accaduto in questi casi.