Il Comune di Capri è stato condannato dal Tribunale di Napoli per condotta discriminatoria collettiva verso le persone con disabilità. La sentenza deriva dalla mancata adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) e dal ritardo nell’accessibilità dei Giardini di Augusto. Il ricorso era stato promosso dall’Associazione Luca Coscioni e dall’attivista Christian Durso, con disabilità motoria.

La sentenza stabilisce che la mancata approvazione e adozione del PEBA costituisce discriminazione indiretta collettiva. L’assenza di censimento e pianificazione per la rimozione delle barriere, ha rilevato il tribunale, limita i diritti delle persone con disabilità all’inclusione, mobilità e accessibilità a edifici pubblici e spazi urbani.

Condanna e risarcimento

La mancata programmazione, ha evidenziato la corte, può incidere negativamente anche sull’immagine turistica dell’isola. Solo dopo il ricorso, nel febbraio 2025, i Giardini di Augusto sono stati resi accessibili con due montascale. Tuttavia, il giudice ha considerato questo un intervento tardivo e ulteriore discriminazione indiretta verso Durso, condannando il Comune a risarcirlo con 6.000 euro. L’amministrazione è stata inoltre obbligata a cessare la condotta discriminatoria e ad adottare il PEBA entro 12 mesi dalla sentenza.

Il PEBA: obbligo e scopo

Il PEBA, Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, è uno strumento imposto dalle leggi n. 41/1986 e n. 104/1992.

Tali normative obbligano i comuni a dotarsi di un piano per censire e rimuovere le barriere architettoniche e sensoriali, garantendo accessibilità e inclusione. Nonostante l’obbligo, la sentenza di Capri sottolinea come siano ancora pochi i comuni italiani ad aver adottato questo piano essenziale.

La battaglia legale di Christian Durso e dell’Associazione Luca Coscioni rappresenta uno dei rari casi in Italia di condanna di un comune per condotta discriminatoria dovuta alla mancata adozione del PEBA. La pronuncia del Tribunale di Napoli rafforza il principio che il diritto all’accessibilità e all’inclusione sociale non ammette deroghe o ritardi ingiustificati, evidenziando l’importanza di una programmazione attiva per la rimozione delle barriere.