La Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito, il 21 maggio 2026, quattro misure cautelari contro il traffico di droga tra Avellino e Salerno. L'indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Salerno, ha colpito soggetti ritenuti collegati al clan Fezza-De Vivo dell'agro nocerino-sarnese.
I provvedimenti del GIP sono stati notificati a Salerno, Avellino, Caserta e Latina. Agli arresti domiciliari: Alfonso Irace (46 anni), Roberto Marino (53 anni) e Tommaso Tirozzi (47 anni). Per Antonio De Biase (49 anni) è scattato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Il procuratore Raffaele Cantone ha precisato che l'operazione è uno sviluppo di un'inchiesta che il 6 maggio aveva già portato all'arresto di nove persone per traffico di stupefacenti, legate ai Fezza-De Vivo.
L'operazione, il clan Fezza-De Vivo e i precedenti
L'operazione ha confermato i collegamenti tra il gruppo criminale e il clan Fezza-De Vivo, attivo tra Salerno e Avellino. Questa azione si inserisce in interventi che hanno indebolito la cosca. Precedenti operazioni della Guardia di Finanza avevano già portato a otto arresti e dieci indagati, con il sequestro di beni per oltre 780mila euro, provento del traffico di droga.
Il clan Fezza-De Vivo, con base nell'agro nocerino-sarnese e ramificazioni fino alla Valle dell'Irno e al sud di Avellino, è una struttura criminale organizzata e gerarchicamente definita, gestisce flussi costanti di droga.
Le indagini hanno rivelato un'ampia rete di distribuzione di stupefacenti, estesa a Napoli e in Campania. Il sequestro preventivo di beni e valori, disposto dalla DDA, ha inferto un duro colpo al patrimonio illecito del gruppo, per neutralizzare la capacità economica e privarlo delle risorse dalla droga.