Un drone ha causato un incendio in un generatore elettrico situato all’esterno del perimetro interno della centrale nucleare di Barakah, nella regione di Al Dhafra, ad Abu Dhabi. L’incidente, avvenuto il 17 maggio 2026, non ha provocato feriti e non ha avuto ripercussioni sui livelli di sicurezza radiologica dell'impianto.

Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno confermato che l'incendio è stato innescato dall'impatto di un drone che aveva attraversato il confine occidentale del Paese. I sistemi di difesa aerea hanno rilevato l'ingresso di tre droni; due sono stati intercettati con successo, mentre il terzo ha colpito il generatore di corrente.

Abu Dhabi ha condannato fermamente l'accaduto, definendolo un "atto di aggressione inaccettabile", una "pericolosa escalation" e una "minaccia diretta alla sicurezza del Paese".

Sicurezza dell'impianto e gestione dell'emergenza

La Federal Authority for Nuclear Regulation (FANR) ha rassicurato sulla sicurezza dell'impianto di Barakah, confermando che i sistemi essenziali non sono stati compromessi e che tutte le unità della centrale sono pienamente operative. "Sono state adottate tutte le misure precauzionali necessarie", ha dichiarato l’Abu Dhabi Media Office, aggiungendo che ulteriori aggiornamenti saranno forniti. Attualmente, i generatori diesel di emergenza stanno garantendo l'alimentazione all'Unità 3 della centrale.

Un'indagine approfondita è in corso per determinare l'origine esatta dell'attacco. Il Ministero della Difesa degli Emirati ha annunciato che i dettagli saranno resi noti al termine delle verifiche. L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA), tramite il suo direttore generale, ha espresso grave preoccupazione per l'accaduto, ribadendo l'importanza della massima cautela militare in prossimità di qualsiasi impianto nucleare per prevenire il rischio di incidenti.

Barakah: pilastro dell'energia pulita negli Emirati

La centrale nucleare di Barakah si conferma un elemento cruciale nella strategia degli Emirati Arabi Uniti per la produzione di energia pulita. L'impianto, che ha avviato le operazioni commerciali a settembre 2024, contribuisce a circa il 25% del fabbisogno elettrico nazionale e permette di evitare l'emissione di 22,4 milioni di tonnellate di carbonio ogni anno.

Con una produzione annua di 40 terawattora di elettricità a zero emissioni, Barakah soddisfa un fabbisogno energetico equivalente a quello annuale della Svizzera.

Rappresentando la più grande iniziativa di decarbonizzazione sia negli Emirati che nell'intera regione, la centrale è stata elogiata dal presidente Sheikh Mohamed come un "passo significativo verso la neutralità climatica". L'energia nucleare è riconosciuta come una fonte pulita, in quanto non produce le stesse emissioni nocive dei combustibili fossili, sostenendo così gli obiettivi ambientali più ampi del Paese.