Il 20 maggio 2026, la Farnesina ha espresso una ferma protesta al Governo israeliano, convocando l'ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled. L'incontro, avvenuto a Roma su istruzione diretta del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto come obiettivo principale quello di sollecitare l'immediata liberazione e il rapido rientro in Italia di tutti i cittadini italiani ancora trattenuti in relazione alla vicenda che ha coinvolto la Freedom Flotilla.
Durante la convocazione, il Segretario Generale della Farnesina, Riccardo Guariglia, ha ribadito con forza l'inaccettabilità di quanto accaduto.
È stato chiaramente sottolineato che i connazionali coinvolti non erano armati e non avevano alcuna intenzione violenta, un aspetto cruciale evidenziato dalle autorità italiane. La Farnesina ha inoltre messo in luce la gravità dell'intervento, avvenuto in acque internazionali, esprimendo una profonda indignazione per le immagini diffuse nelle ore immediatamente successive all'accaduto.
La posizione del Governo italiano e le iniziative future
Il Governo italiano ha precisato di riservarsi la valutazione delle iniziative politiche più opportune da intraprendere, anche in sede europea, per affrontare la situazione. La Farnesina continua a monitorare il caso con la massima attenzione, mantenendo un costante contatto con l'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv e con le autorità israeliane.
Questo impegno è volto a garantire la massima assistenza consolare ai connazionali coinvolti e a favorire il loro più rapido rientro in sicurezza nel Paese.
Sbarco degli attivisti e assistenza consolare ad Ashdod
Nel frattempo, in Israele è iniziato lo sbarco del primo gruppo di attivisti della Flottilla nel porto di Ashdod. Un secondo gruppo di persone coinvolte è atteso nel corso della giornata. I funzionari dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv sono attivamente presenti sul posto per prestare la necessaria assistenza consolare ai cittadini italiani e per facilitare le procedure per la loro partenza verso l'Italia. Gli attivisti, una volta sbarcati, vengono trasferiti in una struttura dedicata alle identificazioni, per poi essere messi in condizione di ripartire al più presto.
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto numerosi e intensi contatti nella notte con il suo omologo israeliano, Gideon Saar. Il Ministro Tajani ha insistito con determinazione affinché i cittadini italiani, tra i quali figurano un Parlamentare della Repubblica e un giornalista, vengano liberati senza indugio e messi immediatamente in condizione di ripartire. Ha inoltre fortemente sollecitato la piena tutela dell'incolumità e dei diritti di ogni singolo attivista coinvolto nella vicenda.