Un nuovo focolaio di Hantavirus ha acceso l’attenzione internazionale dopo i casi registrati a bordo della nave da crociera MV Hondius, in viaggio nell’Atlantico. Negli ultimi giorni il termine Hantavirus è rimbalzato ovunque: notiziari, social, aggiornamenti in tempo reale. Il motivo è il focolaio esploso sulla nave da crociera Mv Hondius, partita dall’America Latina e approdata alle Canarie, dove sono stati registrati i primi casi confermati del ceppo Andes, l’unico noto per la possibile trasmissione interumana.
Test negativi in Italia ed Europa: la situazione è sotto controllo
Secondo quanto si apprende, tutti i test eseguiti in Italia sui contatti considerati a rischio — dal turista britannico rintracciato a Milano, al 24enne calabrese, fino alla turista argentina ricoverata a Messina — sono risultati negativi. Anche i campioni analizzati allo Spallanzani e al laboratorio di Milano non mostrano tracce del virus.
Il Ministero della Salute ribadisce che "il rischio resta molto basso in Europa e in Italia", pur mantenendo un livello di allerta “per cautela”.
In Francia, dove 22 contatti della passeggera olandese deceduta sono stati ricoverati per monitoraggio, le autorità confermano che non esiste alcuna epidemia in corso e che il virus è "molto meno contagioso del Covid-19".
Il focolaio sulla nave Hondius: cosa sappiamo
I casi confermati sono tutti collegati alla nave Mv Hondius.
L’OMS parla di 11 casi segnalati, di cui 9 confermati.
La nave, evacuata alle Canarie, è ora diretta a Rotterdam per la bonifica.
Il ceppo identificato è lo stesso del focolaio argentino del 2018.
Secondo Adnkronos, l’attenzione è ora puntata sulla data del 21 giugno, termine massimo del periodo di incubazione (42 giorni) per i passeggeri esposti. Chi non svilupperà sintomi entro quella data potrà considerarsi fuori pericolo.
Incubazione e quarantena: perché si parla di 42 giorni
La circolare del Ministero della Salute, citata da Sky TG24, stabilisce che:
La sorveglianza attiva per i contatti ad alto rischio dura 42 giorni.
L’isolamento fiduciario è la misura più efficace, perché il contagio richiede contatto stretto e prolungato.
La maggior parte dei casi manifesta sintomi tra il 7° e il 10° giorno, quindi l’assenza di sintomi nelle prime due settimane è un segnale positivo.
Gli esperti: “Virus noto, trasmissione difficile, basta allarmismo”
Le dichiarazioni degli specialisti convergono:
Antonio Fasanella, Istituto Zooprofilattico: "Conosciamo l’Hantavirus dagli anni ’50. Questo ceppo si trasmette solo con contatto continuo e prolungato. Non è come il Covid. Io sono molto tranquillo".
Nino Cartabellotta (Fondazione Gimbe) e Roberto Burioni: "Zero casi confermati fuori dal focolaio della nave. Basta allarmismo".
Emanuele Nicastri, Spallanzani: "Il virus è noto, i casi sono rarissimi. Se i contatti non sviluppano sintomi nei prossimi giorni, possiamo stare tranquilli".
Ministero della Salute: "Il rischio è molto basso. Il sistema di risposta funziona".