Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, risulta indagato nell’ambito di un’inchiesta su un punto ristoro ritenuto abusivo all’interno dello stadio Diego Armando Maradona.

La notizia è stata diffusa dall’edizione napoletana di La Repubblica. Secondo quanto riportato, la Polizia Locale avrebbe proceduto al sequestro dei locali — circa 150 metri quadrati — successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari. Al presidente del club, in qualità di amministratore, viene contestata l’ipotesi di abuso edilizio.

Sempre secondo Repubblica Napoli, l’autorizzazione ai lavori per la struttura — considerata dal club un’opera temporanea — sarebbe riconducibile a una delibera del settembre 2025, mostrata anche dal direttore dei lavori ai vigili urbani, con cui la giunta guidata dal sindaco Gaetano Manfredi aveva approvato la richiesta del club.

Tali autorizzazioni, tuttavia, avrebbero successivamente perso efficacia per diverse ragioni.

Le parole di Manfredi

Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Napoli, che ha chiarito: "Dalle informazioni che ho avuto ieri, ho appreso che c'è stata una interpretazione contrastante della delibera di concessione degli spazi che era stata fatta dal Comune e che la società ha interpretato anche come autorizzazione edilizia, mentre in realtà era necessario anche acquisire l'autorizzazione per i lavori, una volta concessi gli spazi. Da questa differente interpretazione, è nato poi il problema che mi auguro si possa risolvere".

Manfredi ha poi aggiunto: "Credo ci sia stato un esposto da parte di un privato, quindi questo ha determinato l'accertamento ed è emersa questa discrepanza. A valle della delibera comunale non c'era stata l'autorizzazione per i lavori. Questo è il tema".