Il Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda), ha disposto la confisca di beni per circa tre milioni di euro. Il provvedimento colpisce un uomo già condannato per gravi reati mafiosi, tra cui associazione mafiosa, estorsione, rapina e reati legati alla droga. L'operazione, nel contrasto all'imprenditoria criminale, è stata eseguita dalla Guardia di Finanza.
L'operazione trae origine da un'indagine avviata nel dicembre 2022 dal Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno.
Quell'inchiesta aveva già condotto a due misure cautelari per trasferimento fraudolento di valori, tra cui un arresto ai domiciliari e un'interdizione dall'attività imprenditoriale. Uno dei soggetti colpiti era il destinatario dell'odierna confisca. Già allora, fu eseguito un sequestro preventivo di beni per circa 700mila euro, inclusi tre mini-appartamenti in un complesso immobiliare a Salerno.
Il patrimonio confiscato
La confisca ha interessato un vasto patrimonio: quote societarie, immobili e attività commerciali, tra cui uno chalet/bar sul lungomare di Salerno. Le indagini hanno rivelato che tali beni erano intestati fittiziamente per celarne la reale proprietà. L'analisi patrimoniale ha portato al sequestro di partecipazioni societarie pari al 50% in tre società di capitali e di altrettanti complessi aziendali, oltre a cinque unità immobiliari, di cui due per una quota pari alla metà del loro valore.
I tre mini-appartamenti sequestrati in precedenza, del valore stimato di circa 700mila euro, erano stati giustificati con simulati contratti di comodato d'uso. L'azione di contrasto è proseguita: il 4 febbraio 2025, sono stati eseguiti ulteriori sequestri di partecipazioni societarie e immobili, a conferma della vasta portata dell'operazione.
L'esito giudiziario
Il contraddittorio dinanzi alla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Salerno ha confermato i presupposti per la confisca definitiva dei beni. Il soggetto colpito è stato condannato al pagamento delle spese processuali. L'operazione si configura quale prosieguo di un'inchiesta avviata nel 2022, mirata a colpire l'imprenditoria infiltrata dalla criminalità organizzata.