Il tribunale di Napoli ha pronunciato una condanna a 14 anni di reclusione per un uomo di 79 anni, residente a Portici, in provincia di Napoli. L'imputato è stato riconosciuto colpevole di aver abusato delle sue nipotine gemelle di sei anni. L’arresto era avvenuto nell’agosto 2025, operato dai carabinieri di Torre del Greco, con le gravi accuse di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico.
Le indagini che hanno portato alla condanna sono state avviate dopo che le piccole vittime si sono confidate con la zia e la nonna materna, spingendo i genitori a presentare denuncia.
Un elemento cruciale emerso durante l'inchiesta è stato il ritrovamento di fotografie degli abusi sul telefono cellulare dell'uomo, individuate e analizzate dagli esperti informatici degli investigatori. Il processo si è svolto con rito abbreviato e la sentenza è stata emessa il 16 giugno 2026 dal giudice per le indagini preliminari Fabio Provvisier, che ha pienamente accolto le richieste della Procura, rappresentata dal sostituto procuratore Barbara Aprea.
Oltre alla pena detentiva, il 79enne è stato condannato a un significativo risarcimento danni di 200mila euro e al versamento di una provvisionale di 30mila euro. L’avvocato Maurizio Capozzo, che ha assistito i genitori delle bambine durante il procedimento, ha commentato la sentenza sottolineando il suo duplice impatto: «È una sentenza che pone fine a una vicenda giudiziaria, ma non certamente alla vicenda umana che ha coinvolto queste bambine, le quali porteranno per tutta la vita i segni di questa orribile esperienza».
Il procedimento giudiziario e le prove
La condanna del tribunale di Napoli conclude un iter giudiziario complesso, iniziato con la denuncia dei genitori delle gemelle, supportati dall’avvocato Maurizio Capozzo. La scoperta degli abusi è stata resa possibile grazie alla coraggiosa testimonianza delle bambine, che hanno trovato la forza di raccontare l'accaduto alla zia e alla nonna materna. Le prove fotografiche rinvenute sul dispositivo mobile del 79enne hanno costituito un fondamento probatorio robusto, rafforzando le accuse di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico. Il giudice per le indagini preliminari Fabio Provvisier ha, infatti, accolto integralmente le richieste avanzate dalla Procura, confermando la gravità dei fatti contestati.
Il ruolo del Tribunale di Napoli nel caso
Il Tribunale di Napoli, in questo specifico contesto, ha operato come organo giudiziario competente per i procedimenti penali sul territorio. La sua sezione dedicata alle indagini preliminari e ai processi con rito abbreviato ha gestito il caso, garantendo l'applicazione delle leggi penali e il rispetto dei diritti delle vittime e dell'imputato. La sentenza emessa rappresenta l'esito di un'attenta valutazione delle prove e delle argomentazioni presentate, riaffermando il ruolo centrale del tribunale nell'amministrazione della giustizia e nella tutela dei minori.