Un violento terremoto ha colpito il municipio di Chacao, nel distretto est della capitale venezuelana Caracas, il 25 giugno 2026. Il sindaco Gustavo Duque ha confermato la presenza di vittime a seguito del crollo di numerosi edifici nella zona. "Sì, ci sono vittime", ha dichiarato Duque, senza specificare il numero esatto dei morti. Le operazioni di soccorso sono in corso e diciotto persone sono già state ritrovate. "Speriamo di trovarne di più", ha aggiunto il sindaco, sottolineando che diverse palazzine sono crollate nell'area interessata.
La forte scossa ha provocato danni diffusi non solo a Caracas ma anche in altri stati del Paese.
Il terremoto, con magnitudo 7.2 e 7.5, ha avuto epicentro nei pressi della comunità di Morón, circa 168 chilometri a ovest di Caracas, con una profondità di 22 e 10 chilometri rispettivamente per le due scosse principali. Gli effetti sono stati avvertiti anche in città lontane come Manaus, Belem e Macapá in Brasile, dove alcuni edifici sono stati evacuati. Nella capitale venezuelana si sono registrati estesi crolli di edifici, interruzioni della corrente elettrica e della rete cellulare, mentre colonne di polvere sono state osservate in diversi quartieri.
Le misure di emergenza e la situazione nella capitale
Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza e hanno disposto la chiusura dell'aeroporto internazionale Simón Bolívar a causa dei danni riportati.
I servizi della metropolitana e del gas naturale a Caracas sono stati sospesi per motivi di sicurezza. Il Ministero dell'Istruzione ha annunciato la sospensione delle lezioni per diversi giorni e l'utilizzo di alcune scuole come centri di accoglienza e raccolta donazioni. Nel quartiere Altamira di Caracas sono state segnalate situazioni critiche con il crollo di abitazioni e edifici. Le strade risultano ostruite da detriti e pali della luce caduti, e molte persone sono rimaste all'aperto per ore dopo la scossa.
Nello stato di Falcon, il governatore Víctor Clark ha riferito che trentadue persone sono state ricoverate in ospedale e che, a distanza di oltre quattro ore dal sisma, quindici persone risultano ancora intrappolate sotto le macerie.
Le autorità hanno invitato la popolazione a mantenere la calma e a segnalare eventuali danni tramite una app governativa. I soccorsi continuano senza sosta, con la partecipazione di personale sanitario e volontari mobilitati per assistere i feriti e le persone coinvolte.
Contesto sismico e la solidarietà internazionale
I terremoti che hanno colpito il Venezuela sono tra i più forti registrati nel Paese nell'ultimo secolo. Nonostante la posizione geografica tra la placca sudamericana e quella caraibica, eventi di questa intensità sono relativamente rari rispetto ad altre aree dell'America Latina. A seguito delle scosse, il Centro Pacifico di Allerta Tsunami degli Stati Uniti ha emesso e successivamente revocato alcune allerte tsunami.
Le reazioni di solidarietà sono arrivate da diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Cile, El Salvador ed Ecuador, che hanno offerto aiuti e supporto umanitario.
Il sisma ha avuto un impatto significativo sulla popolazione, già provata da una lunga crisi economica e sociale. Molti residenti di Caracas hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni e trascorrere la notte all'aperto, mentre le autorità continuano a monitorare attentamente la situazione e a coordinare le operazioni di soccorso e assistenza.