L'archeologo Clemente Marconi, protagonista delle recenti campagne di scavo a Selinunte, è scomparso a New York a sessant'anni. La notizia è stata comunicata dalla moglie Rosalia Pumo al direttore del Parco archeologico di Selinunte, Felice Crescente. Marconi ha guidato l'esplorazione e lo studio dei resti della polis siceliota sull'Acropoli, coinvolgendo studenti internazionali. Docente alla New York University, ha insegnato anche alla Columbia University (1999-2006) e, dal 2017, all’Università di Milano. Dal 2006, ha diretto le missioni di scavo a Selinunte per l’Institute of Fine Arts della New York University e l’Ateneo milanese, in collaborazione con il Parco archeologico, contribuendo a scoperte e formazione archeologica.

Le scoperte chiave sull'Acropoli di Selinunte

Tra i risultati più significativi delle campagne coordinate da Marconi spicca la scoperta dell’adyton del Tempio R sull’Acropoli di Selinunte. La missione, congiunta tra Institute of Fine Arts, Università di Milano e Parco archeologico, ha rivelato un deposito votivo del 570 a.C. Conteneva oltre 300 oggetti, tra cui 27 punte di lancia, pesi da telaio, ceramiche e un anello d’argento, da una donna di alto rango. Cruciale per comprendere il culto femminile a Selinunte e datare l'espansione del santuario. L’indagine nel settore nord-ovest ha individuato un accesso monumentale del V secolo a.C. e confermato l'integrità della sequenza archeologica pre-greca fino al Medioevo.

Oggetti votivi e cuspidi di lancia infisse nel terreno testimoniano la ricchezza delle pratiche religiose.

Selinunte: valore archeologico e nuove prospettive

Fondata attorno al 628 a.C., Selinunte è un importante sito archeologico mediterraneo. L’Acropoli, fulcro degli scavi di Marconi, è ricca di templi, fortificazioni e santuari, testimoniando le sue diverse fasi storiche. L’importanza dei ritrovamenti recenti, come il contesto rituale femminile, è stata evidenziata dall'assessore ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato: «Sta tornando alla luce la Selinunte più antica. Prima la porta e le mura, ora il santuario, tutti ritrovamenti eccezionali per leggere le origini della città». Il direttore del Parco archeologico, Felice Crescente, ha dichiarato: «Stiamo portando alla luce l’anima più antica di Selinunte, quello spazio attorno cui fu costruita la prima comunità».

Queste ricerche, con istituzioni accademiche internazionali, contribuiscono alla conoscenza di Selinunte, rendendo il Parco archeologico un riferimento per la comunità scientifica e la tutela del patrimonio italiano.