Il Comune di Bologna ha chiarito che, a distanza di cinque giorni dalla manifestazione svoltasi lunedì scorso in piazza, non è pervenuta alcuna contestazione formale in merito a una presunta violazione dell'articolo 18 del TULPS. Questa precisazione giunge in risposta alle polemiche emerse a seguito del presidio organizzato dopo la morte di Abderrahim Fakir.

L'amministrazione comunale ha sottolineato che l'articolo 18 del TULPS, che regola la comunicazione alle autorità competenti per le manifestazioni pubbliche, non impone una notifica scritta formale da parte dei promotori.

"La norma prevede 'darne avviso', senza specificare modalità", hanno precisato fonti del Comune, evidenziando l'interpretazione della disposizione.

La gestione della comunicazione e dell'ordine pubblico

Il Comune ha dettagliato l'iter che ha preceduto lo svolgimento del presidio per Abderrahim Fakir. Già la domenica precedente, alle 20.16, era stato diffuso un comunicato stampa per convocare l'iniziativa. Immediatamente dopo, il Gabinetto del sindaco ha provveduto a inviare due messaggi ai referenti della Prefettura e della Questura, condividendo il comunicato e informando preventivamente della convocazione, in linea con le disposizioni del Testo unico degli enti locali.

La mattina di lunedì, si sono tenute due approfondite interlocuzioni telefoniche con Prefettura e Questura.

Successivamente, alle 12.30, si è riunito presso la Questura un Tavolo tecnico. A questo incontro hanno partecipato anche la Polizia locale e le altre Forze dell'ordine, con l'obiettivo di coordinare i servizi di ordine e sicurezza pubblica. In tale sede, sono state formulate specifiche richieste alla Polizia locale, tra cui lo sgombero degli autoveicoli da piazza Roosevelt e il monitoraggio dei cantieri nelle aree adiacenti alla piazza, per garantire la sicurezza dell'evento.

Distinzione tra iniziative e lo svolgimento del presidio istituzionale

Durante i confronti istituzionali, la Questura ha informato di essere a conoscenza di un ulteriore e distinto presidio, convocato da alcune sigle dei movimenti antagonisti cittadini.

Il Comune di Bologna ha fin da subito evidenziato la chiara distinzione tra le due iniziative: da un lato il presidio istituzionale promosso dall'amministrazione, dall'altro la manifestazione dei collettivi. Sono state quindi discusse le modalità di svolgimento dell'iniziativa istituzionale e la sua collocazione, portando alla predisposizione di un dispositivo di ordine pubblico da parte della Questura, concentrato specificamente nell'area di piazza Roosevelt.

Il presidio promosso dal Comune si è svolto come un momento di raccoglimento istituzionale. Durante l'evento, la parola è stata data esclusivamente ai familiari di Abderrahim Fakir, i quali hanno più volte ribadito la loro distanza da qualsiasi forma di violenza e respinto ogni atto compiuto nel loro nome.

È stato inoltre precisato che, nel corso delle interlocuzioni istituzionali che hanno preceduto l'evento, non è stata avanzata alcuna richiesta formale di annullamento del presidio per ragioni legate all'ordine e sicurezza pubblica.