La Calabria è stretta nella morsa di una delle ondate di calore più intense dell'estate, con temperature che in molte località hanno superato i 40 gradi durante il giorno. A Reggio Calabria, il 20 luglio 2026 ha visto l'emissione del bollino rosso per l'emergenza caldo, con notti tropicali che hanno spinto la colonnina di mercurio fino a 34 gradi. Nonostante l'intensità del fenomeno, non sono state segnalate criticità sanitarie né un aumento dei ricoveri presso il Grande ospedale metropolitano della città.
Caldo record e notti insonni: la situazione regionale
L'emergenza si estende a diverse aree della Calabria, dove sono stati registrati picchi di 42 gradi in località come Rizziconi, Sellia Superiore e Torano Scalo. A Catanzaro, la massima alle 12:30 ha raggiunto i 37,4 gradi, mentre le temperature notturne sono rimaste costantemente sopra i 30 gradi, rendendo difficile trovare refrigerio. Anche qui, non si sono verificati aumenti nei ricoveri ospedalieri legati all'ondata di calore.
L'anticiclone subtropicale e le aree più colpite
Questa prolungata fase di caldo estremo è causata da un promontorio anticiclonico di matrice subtropicale, che ha avvolto la regione in una cupola di aria rovente. Le condizioni più severe si concentrano lungo il versante ionico e nelle pianure interne.
Tra le aree maggiormente interessate si annoverano la Piana di Sibari, la Valle del Crati, il Catanzarese ionico, la Locride e la fascia ionica reggina. In queste zone, i termometri possono facilmente raggiungere o superare i 41-42 gradi. Le notti tropicali sono particolarmente intense, con minime diffuse tra 26 e 28 gradi, e punte che hanno toccato i 34,5 gradi in località come Platì. Le aree costiere e Catanzaro registrano temperature notturne prossime ai 30 gradi.
Sul versante tirrenico, le temperature massime sono leggermente inferiori, oscillando tra i 32 e i 36 gradi. Tuttavia, l'elevata umidità, che può raggiungere il 70%, contribuisce ad aumentare la sensazione di disagio. A complicare ulteriormente il quadro, i cieli sono spesso offuscati dalla sabbia del Sahara, che rende l'aria lattiginosa e intensifica la sensazione di afa.