La Fillea Cgil Calabria ha sollecitato la sospensione delle attività lavorative nelle ore più calde della giornata, in risposta all'ondata di calore che sta interessando la regione. Simone Celebre, segretario generale del sindacato, ha ribadito l'urgenza di rimodulare gli orari e, soprattutto, di interrompere le operazioni dalle 12:30 alle 16:00, in linea con quanto stabilito da un provvedimento del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Il sindacato ha lanciato un appello per l'applicazione rigorosa delle tutele previste dall'ordinanza regionale, concepite per contrastare lo stress termico nei luoghi di lavoro.

Celebre ha ricordato i drammatici decessi già registrati quest'anno a causa delle temperature insostenibili, affermando con forza: “Nessuna scadenza, nessun interesse economico e nessuna esigenza produttiva possono valere più della vita e della salute di chi lavora”.

L'ordinanza regionale anti-caldo: dettagli e ambito

Il provvedimento, firmato dal presidente Occhiuto, impone il divieto di lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle ore 16:00. Questa disposizione è in vigore con efficacia immediata e si estende fino al 30 settembre 2026 su tutto il territorio calabrese.

L'ordinanza si applica specificamente ai settori dell'agricoltura e del florovivaismo, ai cantieri edili e affini, agli stabilimenti con ambienti confinati o privi di adeguata ventilazione e al settore estrattivo.

Il divieto scatta quando si verificano condizioni di elevate temperature e stress termico ambientale. La sua applicazione è vincolata ai giorni in cui la mappa del rischio, consultabile sul sito www.worklimate.it, indica un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa nelle ore centrali della giornata. L'iniziativa regionale mira a tutelare la salute dei lavoratori e a prevenire gravi rischi per la loro sicurezza, in attesa di un accordo più strutturato tra le parti datoriali e sindacali.

Vigilanza e responsabilità condivisa

Simone Celebre ha enfatizzato l'importanza di una vigilanza attenta da parte delle stazioni appaltanti, degli enti locali e dei committenti.

Ha inoltre evidenziato come in Calabria siano numerosi gli impianti fissi che operano in ambienti chiusi o confinati, spesso privi di adeguata ventilazione, dove le temperature possono facilmente superare i 35 gradi. Il sindacato esorta tutti i soggetti coinvolti a fare la propria parte per garantire la sicurezza dei lavoratori durante l'attuale ondata di calore, promuovendo un approccio di responsabilità condivisa.