Un camionista di 43 anni, originario dell'Est europeo, è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Bressanone dopo essere stato fermato sull'Autostrada del Brennero (A22) con un tasso alcolemico di 2,2 grammi per litro. Il valore riscontrato è oltre quattro volte il limite consentito per un automobilista comune (0,5 g/l) e ben al di sopra dello 0,0 g/l imposto ai conducenti professionali.
L'episodio è avvenuto nel pomeriggio del 7 luglio, quando una pattuglia ha notato il mezzo pesante, carico di autovetture nuove da immatricolare, fermo su una piazzola di sosta d'emergenza al chilometro 50 dell'A22, tra i caselli di Chiusa/Val Gardena e Bressanone.
Gli agenti hanno intimato al conducente di liberare la piazzola, accompagnandolo poi nell'area di servizio 'Plose' per un controllo più approfondito.
Durante il breve tragitto, il comportamento alla guida dell'autista ha insospettito i poliziotti, che hanno deciso di sottoporlo all'alcoltest. Le verifiche con l'etilometro hanno confermato i sospetti, rilevando il tasso alcolemico elevatissimo. Di conseguenza, il 43enne è stato denunciato all'Autorità Giudiziaria e la sua patente è stata immediatamente ritirata dagli agenti intervenuti.
Le gravi conseguenze previste dal Codice della Strada
Per i conducenti professionali, il Codice della Strada prevede l'obbligo assoluto di guidare con un tasso alcolemico pari a zero, senza alcuna tolleranza.
Per i normali automobilisti, il limite è fissato a 0,5 grammi per litro. La violazione di queste norme, specialmente con un tasso così elevato, comporta sanzioni severe.
Il Codice della Strada stabilisce per casi come questo una pena che varia da otto a sedici mesi di arresto, un'ammenda da 2.000 a 8.000 euro e la sospensione della patente da quattro a otto anni. Queste misure sono volte a tutelare la sicurezza stradale, data la maggiore responsabilità di chi guida mezzi pesanti.