La Direzione investigativa antimafia (Dia) di Napoli, in un'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (DDA) partenopea – sotto la guida del procuratore Nicola Gratteri e dell'aggiunto Michele De Prete – ha smantellato un'associazione a delinquere strettamente riconducibile al potente clan dei Casalesi. L'intervento, avvenuto nella giornata del 7 luglio 2026, ha portato all'emissione e all'esecuzione di ben 22 misure cautelari da parte del Giudice per le indagini preliminari (GIP), di cui undici con custodia in carcere. Un dettaglio significativo riguarda il coinvolgimento di una persona considerata insospettabile, evidenziando la capacità dell'organizzazione di infiltrarsi in diversi contesti.
Le indagini approfondite hanno accertato che il sodalizio criminale aveva messo in piedi un giro d'affari milionario, generato principalmente attraverso i proventi illeciti derivanti dallo spaccio di sostanze stupefacenti. Per celare l'origine delittuosa di questi capitali e reintrodurli nell'economia legale, il gruppo si avvaleva di un articolato sistema di riciclaggio e autoriciclaggio che ha coinvolto un totale di 16 aziende. Nel corso dell'operazione, la Dia ha proceduto al sequestro preventivo di numerosi beni di valore, tra cui diverse auto di lusso, ingenti somme di denaro in contanti e molteplici conti correnti bancari. Questi sequestri testimoniano l'enorme volume di ricchezza accumulata illegalmente.
I particolari completi e gli sviluppi dell'operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà in procura, come fissato per le ore 12.
La struttura del riciclaggio e l'entità dei sequestri
L'attività investigativa ha permesso di individuare e disarticolare una complessa rete di aziende e soggetti, alcuni dei quali apparentemente al di sopra di ogni sospetto, che venivano strategicamente impiegati per il riciclaggio dei proventi illeciti. I sequestri eseguiti non si sono limitati a colpire beni materiali e liquidità, ma hanno anche fornito una chiara indicazione dell'elevatissimo volume d'affari gestito dall'organizzazione, capace di movimentare ingenti capitali attraverso meccanismi finanziari sofisticati e opachi.
Il clan dei Casalesi: dal traffico di droga alle scommesse illegali
Il clan dei Casalesi, storicamente noto per la sua profonda radicazione nel territorio campano, è da tempo coinvolto in una vasta gamma di attività criminali. Oltre al traffico di stupefacenti e al riciclaggio di denaro, il sodalizio ha dimostrato una significativa e capillare presenza nel settore dei giochi e delle scommesse illegali. Dati emersi da recenti e analoghe operazioni delle forze dell'ordine hanno rivelato che le attività illecite legate al gioco d'azzardo, direttamente riconducibili al clan, hanno generato introiti stimati in oltre 5 miliardi di euro nell'arco temporale di circa due anni. Queste operazioni hanno comportato arresti e sequestri non solo in diverse province italiane, ma anche in stati esteri come Panama, Romania e Malta, a riprova della ramificazione internazionale e della notevole capacità del clan di estendere le proprie attività illecite su scala globale.