Per cinque mesi, da gennaio a maggio 2025, i telefoni delle gemelle Stafania e Paola Cappa sarebbero stati intercettati nell’ambito della nuova inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio, che per i magistrati potrebbe avere ucciso Chiara Poggi nella villetta della famiglia della giovane a Garlasco, il 13 agosto 2007. Le cugine della vittima sono state sottoposte anche a intercettazioni ambientali sulle loro vetture, insieme ai genitori e al fratello. Tuttavia, sembrerebbe che da questa attività degli inquirenti non sarebbe emerso nulla di utile.

A testimonianza di ciò, l’informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, depositata lo scorso 7 maggio, non conterrebbe nessuna traccia di queste intercettazioni.

Le intercettazioni si sono concluse dopo le ispezioni nel canale di Tromello

Dopo cinque mesi, si è deciso di interrompere le registrazioni, due settimane dopo il 14 maggio del 2025, quando i militari dell’Arma hanno svolto le ispezioni nel canale di Tromello, situato vicino alla casa dove abitava la nonna delle gemelle Cappa. Gli accertamenti nel corso d’acqua erano partiti in seguito alle dichiarazioni di un presunto testimone, che durante la trasmissione televisiva Le Iene, in onda su Italia 1, aveva raccontato di una conversazione avuta con una vicina di casa dell’anziana.

La donna, deceduta da tempo, gli avrebbe riferito di aver notato la mattina del delitto di Chiara Poggi una delle sorelle Cappa recarsi nell’abitazione con un borsone pesante e successivamente gettare qualcosa dentro il canale. Tuttavia, dagli accertamenti dei carabinieri non è emerso nulla di rilevante per le indagini: sul fondo non è stato rinvenuto nessun oggetto che potesse essere collegato al delitto.

Gli inquirenti volevano capire come le intercettate avrebbero reagito all’ispezione del canale

Secondo quanto dichiarato a Fanpage.it da Valeria Mettica, legale di Stefania Cappa, l’intenzione degli inquirenti sarebbe stata quella di utilizzare le intercettazioni per cogliere le reazioni delle gemelle alla notizia delle ispezioni nel canale.

Tuttavia, non sarebbe emerso nulla di particolare, tanto da spingere alla decisione di interrompere le registrazioni. Inoltre, si è visto come Stefania Cappa non fosse per nulla preoccupata di un suo possibile coinvolgimento nelle indagini, tanto da disinteressarsi alla possibilità che i carabinieri potessero trovare l’arma del delitto sul fondo del canale di Tromello. La cugina di Chiara Poggi non aveva nemmeno fatto mai cenno ai possibili risvolti negativi di questa nuova fase dell’inchiesta sulla propria vita personale e professionale.

Le gemelle Cappa sono uscite indenni dalle indagini

Come ha fatto notare l’avvocata Mettica a Fanpage, in quasi cinque mesi di intercettazioni che hanno coinvolto tutta la famiglia Cappa, solo 16 conversazioni hanno riguardato il delitto di Garlasco.

“Ritengo che nelle case degli Italiani se ne sia parlato più spesso”, ha concluso la legale di Stefania Cappa, sottolineando come nessuna delle registrazioni abbia fatto emergere qualcosa di rilevante per la Squadra Omicidi. Non è stato ritenuto opportuno nemmeno continuare con le intercettazioni per verificare ulteriormente la posizione delle gemelle, anche se qualche giornalista le ha comunque pubblicate, violando l’obbligo di riservatezza. In questi anni diversi presunti testimoni dell’evento di cronaca nera hanno cercato di coinvolgere le sorelle Cappa nella vicenda. Tuttavia, non si è mai giunti a nulla di concreto nei loro confronti, tanto che, una volta effettuate le opportune verifiche da parte degli inquirenti, le gemelle non sono mai state iscritte nel registro degli indagati. Inoltre, le celle telefoniche relative alla mattina del 13 agosto 2013 dimostrerebbero che le Cappa erano a casa loro, lontane dalla scena del crimine.