Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno espresso profondo stupore e incredulità di fronte alle contestazioni sollevate nel decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari. L'atto giudiziario, eseguito nella mattinata del 7 luglio 2026, ha dato il via a un'indagine che li vede coinvolti. I due dirigenti, in una nota, si sono detti fermamente convinti che la loro posizione sarà rapidamente chiarita presso la competente Autorità Giudiziaria e hanno manifestato l'auspicio per una tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento.
L'Indagine della Procura di Bari
La Procura di Bari ha avviato un'inchiesta che riguarda direttamente Aurelio e Luigi De Laurentiis, figure chiave delle società calcistiche Napoli e Bari. Le accuse formulate sono di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. Il fulcro dell'indagine è la controversa cessione del portiere Elia Caprile, avvenuta dal Bari al Napoli al termine della stagione sportiva 2022-2023. La Procura contesta che il bilancio del Bari non abbia fornito adeguata evidenza di diversi elementi cruciali. Tra questi, la natura infragruppo dell'operazione, i criteri specifici adottati per la determinazione del corrispettivo di vendita, la valutazione del potenziale valore futuro del calciatore e, in particolare, le ragioni per le quali la società cedente, il Bari, avrebbe rinunciato a qualsiasi forma di partecipazione al significativo plusvalore successivamente realizzato dalla società acquirente, il Napoli.
Il Caso Elia Caprile: Cifre e Contesto
La vicenda di Elia Caprile rappresenta il cuore delle contestazioni. Il portiere, che si era affermato in modo significativo nel Bari durante la stagione 2022-2023, è stato ceduto al Napoli per una cifra di 2,2 milioni di euro. Successivamente, dopo periodi di prestito a Empoli e Cagliari, il giocatore è stato venduto in via definitiva al Cagliari per 8 milioni di euro. Questa operazione ha generato una plusvalenza netta di circa 7 milioni di euro, incassata interamente dal Napoli. Un aspetto centrale dell'accusa è che il Bari non ha beneficiato in alcun modo di questa consistente plusvalenza. Il decreto di perquisizione emesso dai magistrati pugliesi evidenzia inoltre la precaria situazione economica della società biancorossa.
Il Bari, infatti, è stato caratterizzato da perdite reiterate e sistemiche, ammontanti a circa 30 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025, e da un patrimonio netto negativo di 6.745.560 euro al 30 giugno 2025. Questa condizione finanziaria è considerata un elemento aggravante nel contesto delle accuse di bancarotta fraudolenta, suggerendo una "distrazione" di un asset di valore dal patrimonio del Bari a favore dell'altra società di famiglia.
Altri Indagati e le Implicazioni della Multiproprietà
L'indagine della Procura non si limita ai soli Aurelio e Luigi De Laurentiis. Tra gli altri indagati figurano anche Ciro Polito, che ricopriva il ruolo di direttore sportivo del Bari all'epoca dei fatti, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso, entrambi direttori sportivi del Napoli tra il 2023 e il 2024, e Graziano Battistini, procuratore di Elia Caprile.
La gravità della situazione ha spinto la Procura a richiedere al Tribunale anche l'apertura della liquidazione giudiziale per il Bari. Questo caso si inserisce in un più ampio dibattito sul fenomeno delle multiproprietà calcistiche e sulle plusvalenze infragruppo, pratiche che negli ultimi anni sono state oggetto di crescente attenzione e di specifiche normative volte a limitarne gli effetti potenzialmente distorsivi sul mercato e sulla gestione societaria. L'inchiesta barese rappresenta un precedente significativo in questo contesto.