Una tragedia ha scosso Sestri Levante, in provincia di Genova, dove una bambina di undici anni ha perso la vita in una piscina. L'incidente è avvenuto mercoledì 15 luglio 2026, quando la minore è stata risucchiata con i capelli dalla pompa di aspirazione di una piscina all'interno dei Bagni Segesta. I titolari dello stabilimento balneare sono stati iscritti nel registro degli indagati.
Indagini della Procura e avvisi di garanzia
La Procura di Genova ha immediatamente avviato un'inchiesta per chiarire le dinamiche del decesso. Sono stati inviati gli avvisi di garanzia ai titolari dello stabilimento, un atto dovuto e indispensabile per procedere con l'autopsia sul corpo della bambina.
Questo passaggio legale garantisce agli indagati la facoltà di nominare propri consulenti di parte. L'esame autoptico è cruciale per determinare le cause della morte e fornire elementi fondamentali all'indagine.
L'obiettivo degli inquirenti è duplice: ricostruire la sequenza degli eventi e verificare il rispetto delle norme di sicurezza all'interno della struttura. Si intende accertare eventuali negligenze nella manutenzione o gestione degli impianti della piscina che possano aver contribuito alla tragedia.
Contesto dello stabilimento e accertamenti in corso
I Bagni Segesta, teatro dell'incidente, sono una struttura balneare situata a Sestri Levante, località ligure nota per il turismo e le sue spiagge.
Lo stabilimento offre servizi di balneazione e dispone di piscine per i clienti. Le indagini, coordinate dalla Procura di Genova, si concentrano sulla raccolta di elementi per accertare eventuali responsabilità nella gestione e manutenzione degli impianti.
L'iscrizione dei titolari nel registro degli indagati è un atto tecnico che permette gli accertamenti necessari, inclusa l'autopsia. Questo esame fornirà ulteriori dettagli sulle cause del decesso della minore, orientando il prosieguo dell'inchiesta e l'individuazione di responsabilità.