Si è concluso davanti al giudice per le indagini preliminari di Palermo l'incidente probatorio sull'omicidio di Piersanti Mattarella, l'ex presidente della Regione Sicilia assassinato il 6 gennaio 1980. Durante l'udienza, i periti hanno illustrato gli esiti degli accertamenti sull’impronta ritrovata nella Fiat 127, l'auto usata dai killer per la fuga dopo l'agguato.

La perizia, disposta grazie alle nuove tecnologie e depositata di recente, ha rivelato che il 'residuo' analizzato non è utilizzabile per risalire al DNA degli assassini, non producendo quindi risultati utili.

L’impronta, rinvenuta quarantasei anni fa sullo sportello della Fiat 127 usata dal commando, era stata affidata a un team di esperti del Forensic Genetic Unit dell’ospedale Careggi di Firenze, tra cui Ugo Ricci, Elena Carra (Università di Palermo) e Carlo Previderè (Università di Pavia), che avevano ricevuto l'incarico nel giugno dell’anno precedente.

Esito negativo per l'impronta nella Fiat 127

Depositata il primo luglio, la perizia ha confermato che il materiale genetico rinvenuto sulla vettura era troppo esiguo e, pertanto, non utilizzabile per l'identificazione di un soggetto. Nonostante le speranze riposte nelle nuove tecnologie investigative, l’esito è stato negativo, impedendo di compiere progressi nell’individuazione degli esecutori materiali dell’omicidio.

La Fiat 127, veicolo chiave per l'agguato e la fuga, fu rinvenuta dagli investigatori subito dopo il delitto. Sull’auto era stata individuata una flebile traccia, rimasta inesplorata per quasi cinquant’anni. L’ultima perizia, purtroppo, non ha fornito gli elementi utili sperati per l’indagine, lasciando irrisolto questo aspetto cruciale.

L'omicidio Mattarella: mandanti e nuove piste

Sebbene siano già stati condannati come mandanti dell’omicidio figure come Totò Riina, Michele Greco, Bernardo Provenzano, Bernardo Brusca, Pippo Calò, Francesco Madonia e Antonino Geraci, gli esecutori materiali del delitto non sono mai stati individuati. Le indagini sono state riaperte nel 2025, con la speranza di identificare finalmente i responsabili.

In tale contesto, Filippo Piritore, uno degli investigatori dell’epoca, è stato arrestato ai domiciliari con l'accusa di depistaggio, per la presunta sparizione di un guanto rinvenuto nella Fiat 127, considerato un reperto fondamentale.

L'omicidio di Piersanti Mattarella avvenne la mattina del 6 gennaio 1980 a Palermo, mentre si recava in chiesa con la famiglia. Il commando, dopo aver rubato la Fiat 127, fuggì a bordo della stessa vettura dopo l'agguato. L’impronta rinvenuta sull’auto, una delle poche tracce disponibili, non ha purtroppo permesso, anche con le analisi più recenti, di fare luce sull’identità dei killer, lasciando il caso irrisolto per quanto riguarda gli esecutori.