Il presidente Donald Trump ha annunciato che i recenti attacchi contro l'Iran sono una rappresaglia per il bombardamento di navi attribuito a Teheran, avvenuto il 7 luglio 2026. L'affermazione è stata diffusa tramite il social Truth, dove il leader statunitense ha anche pubblicato video che mostrano quelle che appaiono come operazioni militari americane sul territorio iraniano. Trump ha avvertito: "Questa è una rappresaglia per il bombardamento di navi da parte dell'Iran avvenuto ieri. Se dovesse succedere di nuovo, la situazione peggiorerà notevolmente!".

Questi attacchi si collocano in un quadro di rinnovata tensione tra Washington e Teheran. Gli Stati Uniti avevano precedentemente reintrodotto sanzioni economiche sul petrolio iraniano, motivando la decisione con azioni ritenute "totalmente inaccettabili" da parte dell'Iran nello Stretto di Hormuz. Nella notte tra il 7 e l'8 luglio, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato l'avvio di una serie di attacchi contro obiettivi iraniani. Fonti iraniane hanno riferito che sei proiettili hanno colpito l'area del molo di Taheroui, a Sirik, nell'Iran meridionale.

La reazione di Teheran e le minacce di ritorsione

Il ministero degli Esteri iraniano ha denunciato ripetute violazioni del memorandum d'intesa da parte degli Stati Uniti, avvertendo di imminenti ritorsioni a seguito degli attacchi di Washington nello Stretto di Hormuz.

Una dichiarazione ufficiale ha sottolineato: "L'Iran lancia un serio avvertimento sulle conseguenze della violazione del trattato da parte degli Stati Uniti e adotterà misure decisive per proteggere i propri interessi e la sicurezza nazionale".

Successivamente, la televisione di Stato iraniana ha annunciato che Teheran ha risposto agli attacchi, colpendo basi statunitensi in Kuwait e Bahrein. L'operazione avrebbe impiegato missili e droni per prendere di mira 85 installazioni militari chiave in entrambi i Paesi. L'esercito iraniano ha inoltre rivendicato un attacco con droni contro la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein, presentandolo come una risposta diretta alle offensive americane contro aree militari e civili nel sud dell'Iran.

Il memorandum d'intesa e le accuse reciproche

Il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, menzionato dalle autorità, prevede che Teheran possa beneficiare solo a fronte di una condotta ritenuta corretta da Washington. Le autorità statunitensi hanno categorizzato le azioni iraniane nello Stretto di Hormuz come "del tutto inaccettabili", ribadendo che non rimarranno impunite. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha inoltre definito l'aggressione iraniana "ingiustificata, pericolosa e una palese violazione del cessate il fuoco".

A chiudere il quadro, il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha criticato su X le azioni statunitensi. Ha definito le violazioni del memorandum, le minacce di ulteriori attacchi e la reintroduzione delle sanzioni sul petrolio come una fase di "bullismo e estorsione" che, a suo dire, "non porta da nessuna parte".