La capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Valeria Mancinelli, ha sollevato ferme obiezioni e forti critiche riguardo all'ipotesi di realizzare una discarica per lo smaltimento dei rifiuti nel comune di Montefano, situato in provincia di Macerata. L'intervento di Mancinelli, avvenuto il 7 luglio 2026, si inserisce nel dibattito sulle recenti decisioni relative alla gestione dei rifiuti nel territorio maceratese, denunciando un presunto "colpo di mano" politico che ignorerebbe i criteri tecnici.
Mancinelli ha apertamente dichiarato: “Dalla destra un colpo di mano politico che calpesta i criteri tecnici e la democrazia del territorio”.
Secondo la capogruppo del PD, la scelta del sito sarebbe stata operata senza il dovuto rispetto dei parametri tecnici e senza un adeguato e trasparente coinvolgimento delle comunità locali. Ha inoltre evidenziato come il territorio di Macerata soffra da tempo di annose carenze impiantistiche per lo smaltimento dei rifiuti, rendendo indispensabili scelte responsabili, trasparenti e ampiamente condivise con i cittadini.
Le critiche al processo di selezione del sito
Valeria Mancinelli ha fortemente rimarcato come il processo adottato per la localizzazione del sito di smaltimento sia stato “palesemente alterato per fini politici ed elettorali”. La capogruppo ha sottolineato la profonda indignazione manifestata dai cittadini di Montefano, Osimo e Filottrano, definendo la loro protesta non come una "sindrome da NIMBY", ma piuttosto come una “legittima rivolta contro un processo democratico pesantemente alterato”.
È stato ricordato che, in passato, l’assemblea dell’Ata di Macerata aveva concordato criteri partecipati per la localizzazione dei siti idonei. Un successivo studio tecnico condotto dall’Università Politecnica delle Marche aveva applicato tali criteri per selezionare le aree secondo una precisa scala di adeguatezza. Tuttavia, Mancinelli ha affermato con chiarezza che “quel verdetto scientifico non rispondeva alle aspettative del centrodestra che governa la provincia di Macerata e il capoluogo, in vista del voto”.
Richiesta di intervento per la gestione dei rifiuti
Secondo la visione di Mancinelli, la maggioranza di centrodestra avrebbe deliberatamente “depotenziato i criteri tecnici universitari e ne ha creati di nuovi ad personam, applicati solo dopo aver deciso i Comuni bersaglio”.
Questa modalità è stata qualificata come una vera e propria “violenza istituzionale verso i territori”, evidenziando una mancanza di pianificazione a favore di decisioni arbitrarie.
In conclusione, Mancinelli ha rivolto un appello alla giunta regionale affinché intervenga politicamente sull’Ata di Macerata. L'obiettivo è bloccare quella che è stata definita una “forzatura” e azzerare il “colpo di mano”, riportando l'intero processo sui binari della correttezza e della trasparenza tecnica e amministrativa. La questione della localizzazione della discarica continua, dunque, a generare un acceso dibattito tra le istituzioni e le comunità locali direttamente coinvolte.
Il ruolo dell’Ata di Macerata nella gestione rifiuti
L’Ata di Macerata, acronimo di Assemblea Territoriale d’Ambito, è l'ente preposto alla gestione integrata dei rifiuti urbani all'interno della provincia di Macerata. La sua missione include la pianificazione e il coordinamento di tutte le attività relative alla raccolta, al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti, con l'obiettivo primario di assicurare efficienza, trasparenza e sostenibilità nell'intero ciclo dei rifiuti urbani.