Due operatori ecologici sono stati trovati morti in provincia di Firenze, in due distinti comuni, nella giornata del 16 luglio 2026. Entrambi erano dipendenti di ditte che operano in appalto per Alia Multiutility. Le autorità hanno avviato accertamenti per chiarire le cause dei decessi, avvenuti in un contesto di intensa ondata di calore che sta interessando la Toscana.

Il primo tragico ritrovamento ha riguardato un uomo di 42 anni, rinvenuto privo di vita a Bagno a Ripoli nella serata di ieri. Per questo decesso, la causa naturale non è al momento esclusa.

Il secondo episodio ha coinvolto un uomo di 55 anni, trovato morto nella mattinata di ieri, intorno alle 7, a Barberino del Mugello. In questo caso, si ipotizza che il decesso sia avvenuto probabilmente a causa di un malore improvviso, sopraggiunto durante un servizio di raccolta rifiuti porta a porta.

Indagini sulle cause dei decessi

In entrambi i drammatici eventi, le forze dell'ordine, in particolare i carabinieri, stanno conducendo indagini per ricostruire le circostanze. Saranno gli esami disposti dall'autorità giudiziaria a fornire risposte definitive sulle cause dei decessi e a stabilire se possano esserci collegamenti diretti con le condizioni di lavoro o con l'eccezionale ondata di calore che sta interessando la regione.

Il protocollo di Alia contro il caldo

A fronte di questi episodi e delle elevate temperature, Alia Multiutility ha riaffermato il mantenimento del suo protocollo straordinario, adottato per la protezione degli operatori ambientali durante i periodi di calore intenso. Tali misure preventive sono attive dal 15 giugno e continueranno ad essere implementate fino al 30 agosto.

Il protocollo prevede la sospensione di alcune attività nelle ore più calde, lo spostamento in orario serale dei servizi di raccolta porta a porta pomeridiani e la riorganizzazione dello spazzamento manuale nelle fasce orarie meno rischiose. Alia ha inoltre ribadito l'invito a tutte le imprese appaltatrici ad applicare scrupolosamente le stesse modalità operative, per assicurare condizioni di lavoro il più possibile sicure per tutti gli addetti.

Il protocollo caldo, giunto quest'anno alla sua seconda edizione dopo una prima fase sperimentale avviata nell'estate del 2025, ha come obiettivo primario quello di ridurre l'esposizione degli operatori alle temperature più elevate, che nelle ultime settimane hanno raggiunto livelli particolarmente critici anche nell'area metropolitana di Firenze.