Una violenta esplosione ha scosso la mattina dell'8 luglio 2026 la ditta Pirotecnica Mattei, situata a Sant'Anatolia di Borgorose, in provincia di Rieti. L'incidente, avvenuto al confine tra Lazio e Abruzzo, ha causato la morte di due persone e il ferimento grave di una terza. Le deflagrazioni hanno interessato una delle casermette dell'azienda, adibita alla custodia della polvere da sparo impiegata per il confezionamento dei fuochi d'artificio.

Le operazioni di ricerca condotte sotto le macerie hanno portato al rinvenimento dei corpi senza vita di due individui, inizialmente dati per dispersi.

Le vittime sono state identificate come una donna e un giovane, a quanto si apprende madre e figlio. Il giovane era uno dei tre lavoratori presenti al momento dell'esplosione. Una terza persona è rimasta gravemente ferita ed è stata prontamente soccorsa dal personale sanitario. Gli altri due dipendenti coinvolti nell'evento sono risultati fortunatamente illesi.

Interventi di soccorso e indagini in corso

Sul luogo della tragedia sono confluite numerose squadre dei Vigili del Fuoco, che si sono dedicate alle complesse operazioni di soccorso, alla messa in sicurezza dell'area e allo spegnimento del vasto incendio divampato a seguito delle esplosioni. Presenti anche gli operatori del 118 per l'assistenza medica e i Carabinieri della stazione di Borgorose, affiancati dai militari del reparto operativo di Rieti, per le prime rilevazioni.

Le autorità competenti hanno avviato immediatamente gli accertamenti per ricostruire la dinamica esatta dell'incidente. Le cause delle deflagrazioni, che hanno interessato specificamente la casermetta dove era conservata la polvere da sparo, restano ancora da chiarire. L'obiettivo è stabilire con precisione cosa abbia innescato le esplosioni e le conseguenti tragiche perdite.

La Pirotecnica Mattei e i precedenti tragici

Questo non è il primo episodio luttuoso che colpisce la Pirotecnica Mattei. L'azienda era già stata teatro di un grave incidente nel luglio del 2023, appena tre anni prima. In quell'occasione, avevano perso la vita tre persone: Franco, Anna e Claudio Colle, padre e due figli, tutti originari di Avezzano.

Quella tragedia aveva già evidenziato i rischi intrinseci legati alla produzione di fuochi d'artificio.

La ripetizione di tali eventi tragici solleva interrogativi sulla sicurezza degli impianti e sulle procedure operative all'interno della ditta, specializzata nella produzione di fuochi d'artificio. La comunità locale e le famiglie delle vittime attendono risposte chiare dagli accertamenti in corso, che dovranno fare luce sulle responsabilità e sulle eventuali misure preventive da adottare per evitare ulteriori drammi.