Alla vigilia dello sciopero del personale del Corpo forestale della Sardegna, previsto per il 21 luglio 2026, la Giunta regionale ha depositato emendamenti al disegno di legge di variazione di bilancio. Questi stanziamenti ammontano a circa sei milioni di euro in nuove risorse. La decisione giunge mentre i sindacati Safor‑Cisl, Fesal Ras Area e Uil‑Fpl mantengono un presidio davanti al Consiglio regionale, confermando lo sciopero nonostante un recente incontro con la Presidente Todde.

Stanziamenti e obiettivi della Regione

Le risorse sono destinate a finanziare il fondo per le progressioni di carriera relative all'annualità 2025 e la riclassificazione del personale.

L'obiettivo è completare il riordino professionale e valorizzare le competenze specialistiche degli operatori del Corpo forestale regionale. Nello specifico, la Regione ha stanziato 1,7 milioni di euro per le progressioni del personale del 2025, a cui si aggiungono 850 mila euro annui strutturali per gli anni successivi. È inoltre previsto un milione di euro all’anno per la riclassificazione del personale, un intervento atteso da tempo e volto a riconoscere il ruolo, le competenze e le funzioni svolte dagli uomini e dalle donne del Corpo Forestale.

Le ragioni della protesta e il contesto operativo

I sindacati hanno ribadito che la protesta si inserisce in un più ampio stato di agitazione e sciopero, motivata dalla necessità di ottenere una risposta politica concreta alle criticità che affliggono il Corpo forestale.

Tra le principali rivendicazioni, spicca la richiesta di un incremento del personale per fronteggiare gli incendi, in un periodo di campagna antincendi particolarmente complessa. L’assessore degli Affari generali, personale e riforma della Regione, Sebastian Cocco, ha dichiarato che “la Regione ha concretamente fatto seguito [...] agli impegni assunti negli ultimi giorni con le organizzazioni sindacali”.

Cocco ha inoltre evidenziato: “In queste ore la Sardegna brucia e i sardi non comprenderebbero le ragioni di uno sciopero [...] su cui l’amministrazione regionale ha prontamente provveduto. Confidiamo dunque nel senso di responsabilità che storicamente ha sempre contraddistinto il Corpo Forestale”.

Tuttavia, i sindacati hanno confermato lo sciopero a causa della mancata formalizzazione di atti concreti, affermando che “il personale che sta coordinando una campagna molto complessa ha bisogno di avere certezze e non dichiarazioni di intenti”. La protesta si svolge nel pieno di una estate difficile e di una cruciale campagna antincendi.