Un incendio è divampato nella serata del 24 luglio 2026 ad Assisi, in provincia di Perugia, interessando un'area in prossimità del 'Bosco di San Francesco'. Il rogo, che coinvolge sia il bosco che il sottobosco, rende complesse le operazioni di spegnimento. Le difficoltà sono acuite dalla morfologia impervia del terreno e dalle persistenti raffiche di vento, che alimentano la rapida propagazione delle fiamme.
L'accessibilità è limitata: l'accesso via terra è consentito da una sola strada, e non tutte le zone colpite sono raggiungibili dai mezzi.
Sul posto operano quattro partenze dei vigili del fuoco e una squadra dell’Agenzia forestale regionale, impegnate nel contenimento del fronte del fuoco. Per fronteggiare l'evoluzione del rogo, ulteriori squadre di supporto sono in arrivo.
Priorità delle Operazioni di Soccorso
L'obiettivo prioritario del dispositivo di soccorso, come spiegato dai vigili del fuoco, non si limita allo spegnimento delle fiamme. Prioritario è il presidio e la messa in sicurezza delle infrastrutture vulnerabili nell'area. Particolare attenzione è riservata alle abitazioni civili e a un convento, al momento non raggiunti dalle fiamme. La situazione è costantemente monitorata dal personale di coordinamento sul campo.
Il Contesto del Bosco di San Francesco
Il Bosco di San Francesco è un'area naturalistica di grande valore, situata ai piedi della Basilica di San Francesco d’Assisi. Si estende per circa 64 ettari, comprendendo sentieri, boschi e radure, e rappresenta un importante patrimonio ambientale e culturale della regione. La sua gestione è affidata al FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, che si impegna nella conservazione e valorizzazione del sito e della biodiversità locale.
La vicinanza di infrastrutture civili e religiose all'area dell'incendio rende strategico il lavoro di presidio e prevenzione delle squadre di soccorso. L'obiettivo è scongiurare danni a persone e proteggere beni di valore storico e ambientale, garantendo la salvaguardia di un territorio fragile e prezioso.