Un vasto incendio ha colpito il 25 luglio 2026 le aree boscate sulle pendici dei monti Sette Fratelli, in località San Priamo, a poche decine di chilometri da Cagliari. Le fiamme, alimentate dal forte vento di scirocco, hanno interessato il versante ovest della frazione di San Priamo, con due distinti punti fuoco. L'incendio è stato dichiarato "di interfaccia" per la presenza di diversi villaggi e abitazioni, rendendo le operazioni di spegnimento particolarmente complesse.
Per contrastare il rogo, sono stati mobilitati due Canadair di stanza a Olbia, un Super Puma A500 dell'Aeronautica militare e due elicotteri leggeri.
A terra, hanno operato squadre di Vigili del fuoco, il Corpo Forestale e numerose associazioni di volontariato. Il coordinamento delle attività è stato affidato al D.O.S. della Stazione Forestale di Campu Omu.
Evacuazioni a Sinnai e la testimonianza della sindaca
L'avanzare delle fiamme verso le abitazioni ha reso necessarie immediate evacuazioni. Una famiglia e le suore, insieme agli ospiti del complesso religioso 'Casa monsignor Angioni', sono state allontanate. Complessivamente, dieci persone sono state evacuate. La sindaca di Sinnai, Barbara Pusceddu, presente sul posto, ha dichiarato: "Le fiamme sono proprio sul versante sopra la casa per anziani delle suore del Buon Pastore. Io sono qui e sta piovendo cenere".
Il Comune di Sinnai aveva già predisposto un furgone per il trasferimento, dimostrando una pronta risposta all'emergenza.
Il rogo ha rapidamente aggredito diversi ettari di macchia mediterranea e area boscata, avvicinandosi pericolosamente alle abitazioni. Oltre all'incendio a Sinnai, altri focolai si sono sviluppati nelle campagne di Uta (località Is Stracoxiu) e di San Vito (località San Priamo), richiedendo l'intervento di ulteriori mezzi aerei e confermando una giornata di intensa emergenza sul fronte incendi in Sardegna.